di FILIPPO CALERI SE IL COSTO del lavoro è uno dei parametri presi come riferimento per avviare un impresa, ...

È quanto emerge da una ricerca della multinazionale di consulenza Kpmg dal titolo "Competitive Alternatives" che ha messo a confronto i costi sostenuti da un'azienda in nove tra i Paesi più industrializzati al mondo. L'Italia non brilla invece per la produzione del software, altro elemento importante nella localizzazione degli insediamenti produttivi. Mentre è meglio piazzata nelle cosiddette facilities (costo dei terreni, affitti, servizi di pubblica utilità) occupando una posizione di centro classifica. L'analisi dei consulenti si è spinta anche a livello di città. Le più competitive in Italia sono Torino e Napoli, sempre molto distanti però da Singapore, incoronata dagli analisti della Kpmg, location regina dei minori costi dove avviare e gestire un'attività d'impresa nell'ambito dei Paesi più industrializzati al mondo. Segue il Canada, che è anche il Paese più competitivo tra quelli del G7. E Francia e Olanda, paesi europei dove è più conveniente fare impresa. A centro classifica si piazzano l'Italia (quinto posto) e il Regno Unito che hanno performance di costo molto simili (approssimativamente il 2% più basse rispetto agli USA). Gli Stati Uniti, settimi assoluti nella classifica generale, hanno migliorato la loro posizione rispetto alla precedente edizione dello studio, grazie anche all'indebolimento del dollaro rispetto alle altre principali valute. La Germania è invece le nazione dove i costi d'impresa sono più elevati. La ricerca, condotta su base biennale e giunta alla sua sesta edizione, è riconosciuta come uno dei «benchmark» di riferimento per confrontare i costi d'avviamento e d'esercizio d'impresa a livello internazionale. In particolare, lo studio prende in considerazione i costi di business in nove Paesi tra quelli più industrializzati al mondo (Canada, Francia, Italia, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti - ovvero i Paesi del G7 - più Olanda e Singapore). Secondo il rapporto, il costo del lavoro rimane la principale variabile di costo per le imprese, sia nel settore manifatturiero che nel terziario e nei servizi. L'Italia, tra i Paesi inclusi nel campione, è il paese europeo dove il costo totale del lavoro (ossia salari, stipendi e programmi di assistenza a carico del datore di lavoro) è più basso. In termini assoluti sempre per il costo del lavoro il nostro Paese si colloca al terzo posto della graduatoria dopo Singapore e Canada.