Il blitz di Capitalia piace ai risparmiatori

Si tratta di un'operazione, spiega Guido Cammarano, presidente di Assogestioni, «che fa chiarezza e ridà valore al mercato». Gli fa eco Elio Lannutti, presidente di Adusbef, che definisce l'acquisto da parte della banca romana del 2,02% di Intesa «utile» a presidio «dei diritti dei piccoli risparmiatori». L'operazione potrebbe essere premiata anche dal mercato, secondo alcuni operatori di Piazza Affari, ma solo se si sceglierà la strada dell'aggregazione. L'acquisto del 2,02% di Intesa avrebbe fatto scattare il vincolo alle partecipazioni incrociate con un eventuale congelamento dei diritti di voto se la banca guidata da Giovanni Bazoli dovesse varcare questa soglia in Capitalia. Nell'eventualità che adesso prendano il via le trattative con Intesa «non è escluso - riferiscono fonti finanziarie - che Capitalia possa ricorrere a un aumento di capitale per rafforzare ulteriormente l'istituto». Dal canto suo Intesa ha chiarito che qualsiasi progetto sarà condotto «in un'ottica industriale e in termini amichevoli». Il vincolo delle partecipazioni incrociate può essere superato solo con un'offerta pubblica di acquisto in contanti su almeno il 60% del capitale della banca romana. Commentando gli effetti dell'operazione Cammarano la giudica «apprezzabile» proprio perché «le fusioni e le aggregazioni, più si fanno alla luce del sole, meglio è». Un blitz che, secondo l'ex direttore della sede milanese della Consob, Fabrizio Tedeschi, se funzionerà per bloccare un'opa ostile funzionerà anche per bloccare l'eventualità di un'ops ostile, cioè un'offerta carta contro carta. Tuttavia Tedeschi esprime qualche dubbio sull'impossibilità teorica da parte di Intesa di lanciare un'opa: «secondo lo spirito del Tuf del 1998 la contendibilità delle banche è un valore e dunque non mi sembra del tutto certo che l'operazione di Capitalia sia sufficiente a bloccare un'ipotetica opa totalitaria oppure un'opas». Dopo l'operazione comunicata venerdì sera, la Borsa potrebbe continuare a premiare il titolo. Secondo un trader, la corsa dell'istituto guidato da Matteo Arpe potrebbe proseguire fino a 8 euro, ma a patto che si vada avanti sulla strada delle aggregazioni: «In caso contrario le azioni, visto che non sono state spinte al rialzo dai fondamentali, rischiano di perdere fino al 20%». Anche dopo il blitz, dunque, gli occhi del mercato restano fissi sulle ipotesi di fusione tra i grandi gruppi italiani, auspicate anche dal nuovo Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, al Forex di Cagliari. Venerdì il titolo di Capitalia ha chiuso con un guadagno del 2,35% a 6,851 euro, dopo aver toccato la soglia dei 7 euro.