Il greggio vola e i petrolieri alzano i prezzi

I continui rialzi delle quotazioni del greggio, infatti, alla fine hanno presentato il conto agli automobilisti: e si tratta di un conto salato. Da ieri l'Agip ha aumentato di 3 centesimi il prezzo della benzina e di 2,5 centesimi quello del gasolio: un litro di verde costerà quindi 1,289 euro, mentre il prezzo del gasolio si fermerà a 1,173 euro al litro. Si tratta, in tutti e due i casi, del livello massimo mai raggiunto dai prezzi dei carburanti. Il ritocco al rialzo riguarderà, ovviamente, anche i prodotti speciali, Blusuper e Bludiesel, che passeranno, rispettivamente, a 1,322 e a 1,206 euro al litro. Sulla falsariga dell'Agip, anche Erg ha annunciato nuovi rincari, anche se più contenuti, sui prezzi del suo listino. Da oggi nei distributori della compagnia genovese la verde costerà 1,8 centesimi in più (quindi 1,257 euro al litro), e anche il gasolio salirà di 1,6 centesimi, toccando il prezzo di 1,143 al litro. La pressione al rialzo sui prezzi dei carburanti non è destinata in ogni caso ad essere un fenomeno di passaggio. Ieri a New York le quotazioni del Wti hanno stabilito l'ennesimo record di una cavalcata al rialzo che sembra inarrestabile, stabilendo il nuovo massimo di 66 dollari al barile. Ed il Brent, il greggio di riferimento europeo negoziato a Londra, si è fermato appena al di sotto, a 65,47 dollari al barile: il picco massimo dall'inizio delle contrattazioni nel 1983. E proprio all'emergenza petrolio sarà dedicato il Consiglio dei Ministri del 26 agosto. Il ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi si è detto preoccupato per il possibile impatto del prezzo del greggio sul settore dei trasporti, in primo luogo sul trasporto merci e sulle tariffe aeree. «Il governo non è affatto insensibile, ma si tratta di iniziative che non si possono prendere a cuor leggero», ha detto Lunardi riferendosi all'ipotesi di uan riduzione delle accise ed alle critiche piovute sul governo negli ultimi giorni. Critiche che però non si sono arrestate. Il nuovo salasso in arrivo per le tasche degli italiani ha scatenato anche ieri le ire delle associazioi dei consumatori. Adusbef, Codacons, Federconsumatori ed Adoc vedono nell'aumento della benzina il preludio di una nuova stagione di rincari, che toccherà i trasporti e le tariffe di luce e gas: una vera «stangata di mezza estate», che secondo i consumatori costerà alle famiglie circa 600 euro all'anno. Il tutto nell'inerzia del Governo: «I prezzi della benzina ormai sono fuori controllo - attacca il presidente dell'Adusbef, Elio Lannutti - e il provvedimento sulle accise che il Governo aveva promesso, così come le due commissioni che erano state istituite per tenere sotto controllo prezzi e tariffe, sono desaparecidos».