Siae, Migliacci getta la spugna

Il candidato alla Presidenza della Siae ha scelto infatti di non protrarre oltre il paralizzante braccio di ferro con il Parlamento sulla sua designazione, in corso ormai da almeno nove mesi. Ha scelto insomma di non aspettare impassibile quel parere negativo sul suo nome delle Commissioni Cultura di Camera e Senato che si profilava ormai come incombente. Anche perchè, per lo meno a Montecitorio, la relazione di Emerenzio Barbieri (Udc) con cui la settimana scorsa si chiedeva ai membri dell'organismo di bocciare la sua nomina conteneva censure sulla sua gestione della Siae e sulla stessa legittimità della sua designazione al vertici dell'ente difficilmente rintuzzabili, e comunque pregiudizievoli. Ma l'incontro di ieri fra Migliacci e il nuovo ministro per i Beni Culturali Rocco Buttiglione fa capire che le dimissioni del grande paroliere sono anche dovute ai contrasti che nella base associativa della Siae sono sorti nel frattempo intorno al suo incarico. Soddisfazione, intanto, è stata espressa da Cgil, XCisle Uil. Quello di Migliacci, hanno detto, è un gesto «coraggioso» che dimostra «un grande senso di responsabilità e amore per la Siae». I confederali del settore hanno commentato così le dimissioni rassegnate ieri e hanno detto di augurarsi che la Società degli autori e degli editori, «possa tornare ora ad una condizione di normalità».