COME da pronostici la Bce ha lasciato i tassi invariati al 2%.

L' euro scivola sotto quota 1,21 dollari nella prospettiva che il tasso di riferimento europeo resterà fermo fino alla fine dell' anno e che un eventuale rialzo del costo del denaro si potrà mettere in conto solo nel secondo trimestre del 2005. Questo almeno sembra attendersi il mercato dopo il messaggio estremamente cauto del presidente dell' istituto di Francoforte Jean-Claude Trichet. Il numero uno della banca centrale europea si è ben guardato dal dare suggerimenti sull' orientamento futuro in materia di politica monetaria dichiarando che gli uomini del direttivo Bce lasciano «aperte tutte le porte», senza lasciarsi «influenzare» dalle scelte delle altre banche centrali, Fed in testa. Ma il riferimento sembra essere indirizzato anche all' aggressiva politica della banca d' Inghilterra che ieri ha nuovamente alzato i tassi di riferimento portandoli al 4,25%. Per ora, l' unica cosa a questo punto quasi certa è l' esclusione di un taglio del costo del denaro da parte della Bce, mentre si affaccia l' ipotesi di una stretta monetaria nel 2005. Trichet è tornato a ripetere che l' attuale «basso» livello dei tassi d' interesse sta sostenendo la crescita economica aggiungendo che gli ultimi dati sulla congiuntura sono «più incoraggianti» e ci sono le condizioni per una graduale ripresa. Ma è ancora presto per iniziare a prefigurare una manovra restrittiva.