Seat, forte domanda per il bond decennale

Il rendimento dell'obbligazione è stato fissato all'8%. Banche collocatrici del bond, riservato a investitori istituzionali statunitensi ed europei, italiani inclusi, sono state Credit Suisse First Boston, Bnp Paribas, Barclays e Royal Bank of Scotland Group. La raccolta di 1,3 miliardi di euro permette a Seat di cancellare un'altra linea di debito per 150 milioni che nei piani originari della società avrebbe dovuto venir accesa parallelamente al lancio del bond. Ciò avrà, precisa Seat, un «beneficio in termini di semplificazione della struttura complessiva e di costo totale del debito». Il rendimento dell'8% si va a collocare ai minimi del range tra l'8 e il 10% indicato alla comunità finanziaria e determina un costo totale dell'indebitamento di Seat pari a circa il 6,6%-6,7% (inclusi oneri fiscali e copertura sui tassi), «in linea con le indicazioni a suo tempo fornite al mercato (comprese tra il 6,5% e il 7%)». L'operazione è stata portata a termine tramite la controllata Lighthouse International Company e «rappresenta la più grande emissione mai avvenuta ad oggi nel comparto dei titoli ad alto rendimento (high yield) denominati in euro», sottolinea Seat. L'emissione obbligazionaria ha avuto sia da Moody's che da Standard& Poor's un rating inferiore al cosiddetto «investment grade», al livello junk, e servirà a distribuire il maxi dividendo necessario ai soci di riferimento per ripagare il debiti contratti per l'acquisto della società di elenchi telefonici. Il 14 e 15 aprile a Torino è in programma l'assemblea degli azionisti di Seat chiamata, oltre che ad approvare il bilancio, a decidere proprio in merito all'ammontare del dividendo da distribuire. Dall'offerta sono state escluse le persone fisiche italiane, sia sul mercato primario che su quello secondario.