Verso un aumento di capitale a forte sconto

Il manager dovrà presentare una relazione sull'eventuale piano di ristrutturazione del gruppo entro fine gennaio e sono tanti a scommettere che uno dei punti cardine della «ricetta» Bondi sarà proprio una ricapitalizzazione della società che passi attraverso il mercato azionario. Nessuno azzarda cifre sulla potenziale entità dell'operazione: tutto dipende, infatti, dall'effettivo stato delle finanze che sarà quantificato dal superconsulente. «Pensiamo - affermano gli analisti di Intermonte - che la soluzione più probabile per Parmalat sia il lancio di un aumento di capitale a forte sconto, a detrimento quindi dei suoi azionisti, al fine di rafforzare le finanze del gruppo». In quest'ottica alla sim milanese appare eccessivo il calo subito nei giorni scorsi dai titoli bancari (che però ieri hanno rimbalzato). Anche per gli analisti di Centrosim bondi potrebbe proporre un aumento di capitale, «forse affiancato dalla conversione dei crediti bancari in azione». Questa seconda mossa contribuirebbe a tagliare drasticamente l'indebitamento del gruppo, ma si tratterebbe ovviamente dell'estrema ratio. A Piazza Affari, comunque, tutti si domandano quale sia il reale stato delle finanze del gruppo. Rasbank esprime dubbi non solo sulla effettiva liquidità detenuta in portafoglio, ma anche «sull'effettivo valore dei 4 miliardi di attività finanziarie desumibili dal bilancio». La sim quindi, taglia ancora il target price a 1,64 da 2,26 euro (dopo averlo ridotto ieri dai precedente 3 euro). Centrosim ritiene che il debito del gruppo sia notevolmente superiore ai 1,8 mld riportati dalla società. Secondo le sue stime si attesta almeno a oltre 3,5 miliardi, in quanto «include tutta una serie di impegni fuori bilancio».