Assegno di reversibilità per i divorziati

Lo ha stabilito una recente sentenza della Corte di Cassazione con la quale i giudici hanno fatto il punto sulla situazione ripercorrendo l'iter che era stato già oggetto di una decisione della Consulta. Quindi il coniuge al quale si debba imputare la fine del matrimonio ha diritto alla tutela previdenziale anche se non aveva diritto al mantenimento. In caso in cui non fossero stati assegnati gli alimenti la consorte o il consorte può reclamare il trattamento pensionistico dell'ex marito o dell'ex moglie dipendente di un'impresa privata. La decisione è del tutto innovativa in quanto il coniuge separato per colpa o al quale la separazione sia stata addebitata non aveva titolo alla tutela previdenziale. La norma precedente, infatti, dice che il coniuge divorziato ha diritto si alla pensione (ma non per colpa) e l'INPS paga la pensione soltanto dopo che il tribunale ha emesso una sentenza con la quale stabilisce le quote di pensione spettanti al primo e al secondo coniuge. Successivamente la Corte Costituzionale ha stabilito che il criterio della durata temporale dei due matrimoni non è l'unico criterio che il tribunale deve seguire per calcolare la quota proporzionale di pensione spettante al coniuge superstite e al all'ex coniuge. Il giudice deve valutare anche altri elementi quali la posizione economica del coniuge divorziato e quella del coniuge superstite. Inoltre, con un'altra sentenza La Corte di Cassazione ha stabilito che per valutare la quota di pensione spettante a ciascuno, occorre tenere conto anche di eventuale periodi di convivenza prima del matrimonio. Quindi a fronte di tutto ciò che nel tempo, a parere della Corte Costituzionale appariva discriminante, la Cassazione ha concluso che non c'è ragione di ritenere che ci sia una differenza di trattamento per il coniuge separato e il coniuge superstite. La sentenza precedente aveva introdotto un principio limitativo perché ammetteva a beneficiare della pensione ai superstiti solamente il coniuge separato per colpa ma con diritto agli alimenti. Quando spetta la pensione ai superstiti La pensione di reversibilità è una prestazione che spetta ai familiari di un lavoratore deceduto già pensionato, e l'unico requisito richiesto è la titolarità da parte del lavoratore, di una pensione diretta (pensione di vecchiaia, di anzianità, di inabilità, di invalidità). Diversa è la situazione in caso di morte di assicurato, non ancora titolare di pensione; affinché i familiari superstiti possano beneficiare della pensione è necessario che risultino perfezionati determinati requisiti: · almeno 15 anni di contributi versati in tutta la vita assicurativa; · in alternativa che siano stati versati almeno 5 anni di contributi di cui almeno 3 nel quinquennio precedente la data della morte. Vediamo chi sono i beneficiari della pensione. Il coniuge Il diritto del coniuge superstite è automatico. Infatti basta essere coniuge per avere diritto alla pensione. L'unico problema è che dal 1° gennaio 1996 (legge di riforma del sistema pensionistico) la pensione è legata al reddito. Più il reddito aumenta più si riduce la pensione. Il diritto alla pensione non si perde anche nel caso di separazione o di divorzio.