Casa, in tasse il 15% del reddito

Il sogno degli italiani, avere una casa di proprietà in cui abitare, si trasforma in incubo quando si tratta di pagare tasse e imposte. Più di una mensilità del prorio reddito viene infatti bruciata dai tributi, primo in classifica Ici, seguito da Tarsu e imposta per il consumo idrico. È l'Asppi, l'associazione sindacale dei piccoli proprietari immobiliari, a fare i conti e tirare le somme sul costo delle imposte relative alla casa di abitazione. Un calcolo che interessa circa il 78% degli italiani. Un appartamento di 95 metri quadrati, in città costa a un lavoratore dipendente con un reddito di 15.000 euro all'anno 2.250 euro, cioè il 15% del proprio reddito. Calcolando le spese di gestione, osserva l'Uppi, si sale del 5%. Meglio vivere nei piccoli centri dove è possibile cavarsela con il 10% del reddito. I costi legati alla prima casa, afferma il vice presidente dell'Uppi, Angelo De Nicola, salgono al 20% se si considerano le spese di gestione. Nelle grandi città, infatti, si vive in appartamento e quindi si deve ter conto delle spese condominali, come quelle di amministrazione, l'assicurazione globale, l'ordinaria e straordinaria manutenzione. E paradossalmente, nelle grandi città, si paga di più in periferia che nel centro storico. «Colpa del catasto che non è stato aggiornato e quindi non c'è mai stata una rivalutazione degli immobili. L'imposta si dovrebbe pagare in base al valore» osserva il vice presidente.