In tre mesi restituiti 5,2 miliardi L'Iva è l'imposta più compensata

Dopo il record dello scorso anno, alla fine del quale era stata raggiunta la cifra di 21,4 miliardi, l'istituto della compensazione marcia spedito anche in questo inizio del 2003. Le stime relative al periodo gennaio-marzo, secondo quanto riporta la rivista online dell'Agenzia delle Entrate, dicono infatti che i rimborsi ottenuti dai contribuenti attraverso il modello F24 hanno già toccato quota 5,2 miliardi: una cifra che costituisce un buon viatico per i restanti nove mesi dell'anno durante i quali, in base alle previsioni degli esperti dell'amministrazione, le compensazioni si incrementeranno ancora portando il consuntivo finale cinque-sei punti percentuali sopra il bilancio del 2002. L'istituto della compensazione che, introdotto nel sistema tributario con l'obiettivo di semplificare gli adempimenti a carico dei contribuenti, consente di annullare i debiti maturati per imposte, tasse e contributi previdenziali con i crediti vantati nei confronti del fisco - sottolinea Fiscooggi.it - sta dunque penetrando sempre più tra le abitudini degli operatori fiscali. I quali, in questi primi tre mesi dell'anno, si sono indirizzati in particolare sull'Iva che, con 4,2 miliardi, risulta (soprattutto per ragioni di ordine tecnico) l'imposta più compensata. I risultati di questo inizio d'anno, aggregati ai dati di archivio - precisa la rivista online dell'Agenzia delle Entrate - dicono che in poco meno di cinque anni il volume totale delle compensazioni (utilizzato da circa 13 milioni di operatori ) è stato di 70 miliardi. Un volume ragguardevole dentro il quale si nascondono elementi molto interessanti. Con 40 miliardi di euro (il 57% del totale) è l'Iva l'imposta maggiormente portata in compensazione, mentre seguono a distanza l'Irpef (12 miliardi ) e l'Irpeg (9 miliardi ). Nel bilancio figurano anche l'Ilor, il contributo straordinario per l'Europa e altre voci. Un altro dato - fa notare 'Fiscooggi.it' - dà la misura del crescente successo delle compensazioni, strumento voluto per introdurre un nuovo elemento di civiltà nei rapporti tra amministrazione e cittadini. Si calcola infatti, che, solo negli ultimi due anni, lo Stato ha risparmiato circa 2 miliardi e mezzo di spese per interessi.