Olivetti, il fondo Liverpool attacca no alla fusione col mercato debole

I titoli, escluso Tim, rimangono sospesi, com'è stato anche ieri, dalle quotazioni di borsa, ma qualcosa, anzi qualcuno, potrebbe mettersi di traverso ai progetti di Tronchetti. Si tratta del fondo statunitense Liverpool che è pronto a dare battaglia in ogni sede qualora venga varata una fusione agli attuali valori di mercato (sette azioni Olivetti per ogni azione Telecom). Secondo Liverpool, infatti, il concambio corretto dovrebbe essere di 22 a uno. Venerdì scorso la società Usa aveva tenuto una conference call con altri 65 azionisti di minoranza di Telecom Italia e ora, a nome di tutti, stigmatizza l'annunciato riassetto: una fusione agli attuali corsi di Borsa - sottolinea Liverpool in una nota - «sarebbe profondamente ingiusta e toglierebbe valore agli azionisti di minoranza che detengono azioni ordinarie o di risparmio. Tale operazione sarebbe principalmente a vantaggio di Olimpia». E poi spiega: Ipotizzando un concambio di 7 a 1 nella fusione, come suggerito dagli attuali valori di mercato, riacquistare i 2,9 miliardi di azioni (Telecom Italia, ndr) attraverso una fusione con Olivetti significherebbe comprare azioni ordinarie Telecom al prezzo unitario di circa 9,6 euro (alla chiusura di venerdì Telecom Italia valeva 5,9 euro, ndr). D'altro canto, non sarebbe certo la prima volta: Liverpool aveva respinto con successo i tentativi dell'allora presidente Roberto Colaninno di conversione delle azioni di risparmio e si era battuta anche in occasione della scissione Tecnost-Tim. E Tim ieri ha diffuso i risultati del 2002. Ricavi per 10.867 milioni di euro in crescita del 6% sull' esercizio 2001, margine operativo lordo a 5.039 milioni (+5,9%), risultato operativo a 3.350 (+7,1%) e utile netto consolidato di spettanza della capogruppo Tim a 1.165 milioni di euro, in progresso del 22,6% al netto delle svalutazioni effettuate su alcune partecipate estere. L'amministratore delegato Marco De Benedetti ha precisato che la politica dei dividendi verrà mantenuta. Il cda ha varato la distribuzione di un dividendo al lordo delle ritenute di legge, di 0,0477 euro per ciascuna azione ordinaria e di 0,0597 euro per ciascuna azione di risparmio. Il dividendo deliberato sarà messo in pagamento dal 25 aprile 2003 (data stacco cedola 22 aprile 2003).