dal 25 maggio

Riecco La Prova del Cuoco, Elisa Isoardi: finalmente torno dietro ai fornelli

Massimiliano Lenzi

“37 anni io, 87 lei. Lei è mia zia Gabriella. Mezzo secolo di differenza. Io la mia quarantena l’ho trascorsa con lei ed ho reimpostato tutti i ritmi della mia vita, ritmi di sicuro più adatti a quelli della zia che ai miei”. Grazie zia, potrebbe intitolarsi così il racconto del lockdown ai domiciliari di Elisa Isoardi, in questi strani tempi da coronavirus. Lei, donna di spettacolo, conduttrice tv, tornerà in onda il 25 maggio con “La prova del cuoco”, su Rai Uno. Noi de “Il Tempo l’abbiamo intervistata su questi giorni passati in casa e su quanto le sia mancata la libertà. Isoardi, che tipo è sua zia? “Lei aveva già vissuto momenti così duri come quelli di oggi perché era passata attraverso la seconda guerra mondiale e mi ha detto, ‘lo sai Elisa che io con mia mamma in periodo bellico andavamo alla borsa nera, a prendere le derrate alimentari a forfait, nella piazza centrale di Roma, per sopravvivere?’”. Il consiglio più saggio che le ha dato? “Il consiglio più saggio che mi ha dato è stato semplice,  capire i tempi. Non correre dietro a quel che accade ma seguire quello che succede, far passare la tempesta. Un po’ come dicevano gli stoici, sequere deum, che tanto non puoi far nulla, ed è inutile diventare matti”. Rinchiusa in casa, è stata dura? “Non è stato facile adattarsi, siamo persone indipendenti, il nostro lavoro è fatto di velocità. Di corsa. Alla fine eravamo abituati ad un mondo dove tutto era servito, anzi dato per scontato. La convivenza con mia zia mi ha aiutato a capire che la vita è altro rispetto anche al nostro mondo”. Che facevate per ingannare il tempo? “Cucinavamo tutte e due e lei mi guardava, con le mie robe gourmet, io che uso un sacco di pentole, mi guardava come a dire, ‘questa è matta’. Lei invece cucina all’impronta, il piatto e via. E poi....”. E poi? “Zia Gabriella si è fatta le dirette social con me, con Al Bano, Nek. Lei si guardava anche tutte le dirette del Papa”.  Quindi le ha fatto riscoprire la fede? “Riscoprire no, perché io porto il rosario al dito da 20 anni, è fatto ad anello come quello delle suore. Più che altro ha fatto parlare delle fede quelli che facevano le dirette con me, con Nek ha parlato di San Paolo e con Al Bano di santi”. Solo fede nelle sue dirette Isoardi? O anche laicità? “Ho fatto una diretta social con la scrittrice Michela Marzano. Bisogna andare oltre alle apparenza, con lei ci sentiamo da diversi anni, da quando facevo “Uno Mattina” e mi colpì perché andò oltre le apparenze. Da lì ci siamo scambiate sempre messaggi ed è nata una stima reciproca”. Cosa le ha tolto l’emergenza coronavirus? “Mi ha tolto il piacere di vedere mia mamma, non c’è nulla per me al mondo che conti più di lei. Io essendo a Roma e lei in Piemonte beh, non ho potuto e non posso ancora vederla. Io non posso andare da lei, lei non può venire da me, siamo due donne separate ma che son legate da un cordone ombelicale ancora vivo”. Il suo programma si occupa del cibo, della sua qualità, delle filiere, insomma di cose piacevoli. Cambierà dopo il virus il nostro modo di stare a tavola? “Cambierà. Tutti quanti in questo periodo hanno usato la cucina come conforto, come ristoro. Lei consideri che la categoria dei ristoratori è stata bastonata in un modo allucinante, sono stati i primi a chiudere e saranno gli ultimi ad aprire. In tutte le mie dirette cerco di dare una mano a questo settore in crisi. Con ‘La prova del cuoco’ tornerò in onda il 25 maggio. E proveremo a dare un aiuto a quelli più in difficoltà, raccontando le storie di agricoltori, allevatori, di tutti quelli che lavorano con il cibo. Storie di tanta fatica in questo periodo. Cercheremo di essere vero servizio pubblico in una fase davvero difficile”. Il suo rapporto con la lettura? “Sto leggendo un libro di Michela Marzano sulla condizione della donna, purtroppo in questo periodo è aumentato anche il numero delle violenze domestiche, con la quarantena forzata. Non voglio fare la femminista, lungi da me, però sono donna anch’io”. Ma lei sta scrivendo un libro? “Ancora no ma ci ho pensato. E lo farò presto”. Cosa scriverà? Un romanzo? “Sto pensando ad un un libro che vada oltre la cucina e si avvicini al mondo delle donne”. Lei faceva anche una vita mondana, o comunque pubblica. Quanto le manca la socialità in questo periodo? “Per niente. Io sono più casalinga. Non ho mai fatto la vita mondana ma semmai quella pubblica che poteva essere la vita della compagna di un ministro. Come personaggio della tv invece non sono mai andata alle feste mondane”. Ha mai trasgredito al lockdown? O perlomeno ha provato il desiderio di farlo? “No, e sono sincera. Io sono una casalinga quasi perfetta”. Perfetta? Io direi più seducente: o sbaglio? “Guardi, amo stare in casa. Altro che diritti delle donne. Mi sono riscoperta una casalinga pazzesca ed anche brava in cucina. Sono bravissima nelle paste lievitate, pasta sfoglia e paste salate”. Ma il suo cane Zenit non si è annoiato a stare in casa? “Zenit in questo periodo ha goduto delle mie attenzioni e di quelle di mia zia Gabriella. Gli è andata davvero bene. Mi viene in mente una frase di Massimo Gramellini ‘mai soli come un cane ma soli con un cane’. Questa è la soluzione”. Se sia pessimismo od ottimismo lo giudichino i lettori.