dopo il festival

Rita Pavone, la verità su Sanremo e il dramma di famiglia

Silvia Sfregola

È tornata a Sanremo dopo 48 anni ma fino alla fine credeva che non avrebbe partecipato. Rita Pavone a "Verissimo", ospite di Silvia Toffanin, svela un retroscena inedito. "Amadeus mi ha chiamato dopo il 6 gennaio per annunciarmelo, io ormai credevo che la canzone non fosse piaciuta e invece..." racconta la Pavone che sottolinea: "È stato bellissimo, sono grata ad Ama perché non ha guardato l’età, voci strane, pettegolezzi, gossip, ma ha sentito una voce e un’energia". Solo una preoccupazione confessa: "Quando mi ha chiamato non avevo ancora l'abito e dovevo andare dal parrucchiere". Rita Pavone sul palco dell'Ariston ha portato "Niente" la canzone che sente doppiamente sua "perché non solo è stata quella del grande ritorno a Sanremo ma perché scritta da mio figlio". Il testo parla di resilienza, la capacità di piegarsi di fronte a un urto senza spezzarsi. "Ognuno di noi nella propria vita ha momenti in cui sei particolarmente ferito, tutti abbiamo un grande amore che ci ha lasciato o la grande amicizia che si è spezzata, ma in quel momento chiedi aiuto a qualcuno, ma non ti rendi conto che anche loro vivono la stessa cosa". Anche lei ha vissuto un dramma privato nell'ultimo anno, lo rivela alla Toffanin quasi commossa: "Ho perso mio fratello, non è stato facile". Sulle polemiche legate al sovranismo prima del Festival la cantante si altera e chiede: "Spiegatemi cosa significa la parola sovranista? Non so cosa sia, io ho doppio passaporto, vivo in Svizzera da 50 anni, non capisco io che ho delle radici profondamente italiane anche se vivo in un altro paese, amo l’Italia e tutto quello che mi appartiene e io ricordo. Vengo dopo l’immediato dopoguerra, ma amo le mie radici e la parola sovranista qualcuno me lo dovrà spiegare”. La Toffanin ritira fuori anche le polemiche social sul post contro Greta Thunberg pubblicato su Instagram e Rita Pavone confessa: "Non scrivo più niente sui social". Poi spiega: "Non sapevo che lei avesse una malattia, io lo dicevo per l’organizzazione che c’è dietro. È una ragazza intelligentissima, ma fa i discorsi che facciamo ognuno di noi, non volevo offenderla, ma di parlare di un’organizzazione mostruosa che c’è alle sue spalle". La ciliegina sulla torta è la battuta finale sull'amicizia - ormai finita - con la collega Loredana Bertè: "Io non direi mai che canta male, chapeau. Ho detto che non la frequenterò più perché doveva chiamarmi in quell’occasione, prendere un telefono e dirmi il perché, vivo bene lo stesso anche senza".