Pop Cult

Il ritorno di Marcella Bella: "Sogno me e Gianni al Festival"

Davide Di Santo

Giovanissima si è lasciata alle spalle le "montagne verdi" che abbracciano Catania. E così Marcella Bella, voce e icona del pop italiano, arriva al traguardo rotondo dei 50 anni di attività in ottima forma. Per l’occasione ha pubblicato «50 Anni di Bella Musica», cofanetto live che racchiude i suoi più grandi successi firmati spesso e volentieri dal fratello Gianni. E finalmente, dopo averla inseguita per anni, ha inciso «L’emozione non ha voce», grande hit del sodalizio Bella-Celentano. «Festeggerò per tutto il 2019 con una serie di concerti teatrali - racconta Marcella Bella a Il Tempo - Il tour è partito il 15 aprile dal Brancaccio di Roma, dove è stato registrato il disco con un’orchestra di venti elementi e tanti ospiti. E si chiuderà in autunno a Palermo». Concludere il tour nella sua Sicilia ha un significato particolare? «Naturalmente, è un omaggio dovuto alla mia terra. Mike Bongiorno mi notò in una selezione canora e mi fece fare il primo provino discografico. Mio padre mi portava in ogni concorso che c’era in Sicilia. Amava la musica e aveva una bellissima voce da tenore. Una passione che ha trasmesso a me e a tutta la famiglia». Nel libretto che accompagna il cofanetto c’è la dedica di suo fratello Gianni: «Alla mia piccola sorella sempre protetta come un padre». «Sì è così. In un primo momento quando sono partita per Milano con il primo contratto discografico. Poi quando è scomparso nostro padre». Ambiente insidioso per una ragazza, quello dell’industria discografica? «Non ho mai avuto problemi di molestie o avance indesiderate perché avevo sempre con me i tre fratelli. Sono stata molto protetta, e questo mi ha dato grande sicurezza nella vita. Nonostante il mio carattere fumantino». A quale canzone è più legata? «È quasi impossibile dirlo, le canzoni sono come figli. Se proprio devo sceglierne una dico "Montagne verdi" che mi ha aperto le porte del mondo. A vent’anni mi sono trovata a cantare in Giappone, in America, in tutta Europa. Ma ogni brano è un pezzo della mia vita e della memoria. "Io domani", su un grande amore sofferto. "Nell’aria", o "L’ultima poesia", il duetto per eccellenza con Gianni. "Senza un briciolo in testa", con la rivalità con le colleghe emergenti del momento…». Ecco le rivalità. Con la Rettore ha fatto pace? «Sì, ma era solo un gioco, che forse qualche volta è stato un po’ troppo pungente. Oggi però possiamo dire di essere amiche. La nostra non era una rivalità studiata a tavolino. A Sanremo ’86 Donatella cominciò a punzecchiarmi in ogni modo, dal look ai tacchi troppo alti... Io per natura non riesco a lasciar cadere le provocazioni e ho risposto per le rime». È vero che non voleva cantare "Nell’aria", uno dei brani simbolo degli anni ’80? «La musica mi aveva conquistato e insieme a Gianni che aveva scritto la musica aspettavo con ansia il testo di Mogol. Quando arrivò e lo lessi mi accorsi che era davvero osé, così mi bloccai. Mogol disse di non preoccuparmi, che le allusioni erano molto leggere e che interpretandola non mi sarei accorta di niente... "Cantala e decidi", disse. E in effetti fu così, dopo averla cantata ho capito che l’equilibrio tra musica e testo ha una leggerezza, un’eleganza difficile da spiegare. È una canzone erotica, sì, ma incredibilmente non volgare». Anche "Ti mangerei", il suo nuovo singolo, è un inno alla leggerezza. «È un pezzo divertente e leggero dal sapore latino scritto insieme ai miei fratelli Antonio e Rosario. Anche per sdrammatizzare l’anniversario e festeggiare con allegria» Lo scorso anno ha provato invano a tornare a Sanremo con un brano di suo fratello. Tenterà anche quest’anno? «Sì, anche perché la prossima sarà la settantesima edizione del Festival. Sarebbe un’occasione perfetta. Il problema è che non si riesce a capire quali sono i criteri di scelta dei vari direttori artistici. La canzone è pronta: la musica l’ha scritta Gianni, con grande fatica a causa del suo stato (il cantautore è stato colpito da un ictus nel 2010, ndr). Il suo è stato un atto d’amore su cui abbiamo lavorato tutti noi fratelli scrivendo il testo. Ero quasi certa che Baglioni l’avrebbe scelta e invece è andata come è andata. Non voglio fare l’ennesima polemica ma mi auguro davvero che il prossimo anno possa essere quello giusto. A prescindere dal mio ritorno all’Ariston sarebbe il giusto riconoscimento per un protagonista della musca italiana come Gianni. Al Brancaccio l’ho invitato sul palco per ringraziarlo delle centinaia di canzoni che mi ha regalato in questi anni e per la meritata standing ovation del teatro. È stata una grande emozione». Ha detto che l’ultima volta a Sanremo (nel 2007 con "Forever per sempre") le fecero pagare l’avventura politica… «Eh sì, fu colpa della giuria. me ne dissero di tutti i colori, ingiustamente. La chiamano giuria di esperti ma non è mai così. Allora erano tutti di sinistra (figuravano tra gli altri Alba Parietti e Antonio Caprarica, ndr). Mi fecero pagare il desiderio di fare qualcosa per la mia Sicilia». Aveva corso con Alleanza Nazionale alle Europee 2004 ma non fu eletta. La rivedremo in politica? «No, e tornando indietro non lo rifarei. Non per l’episodio di Sanremo, anche perché non ho avuto altri problemi sul mio lavoro tranne in quell’occasione. Ma perché sono un’artista, e ho capito che quello è un mondo che non mi appartiene».