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Maria Sole Tognazzi: giro il mondo con il mio film contro l’omofobia

«Il mio non è un film di denuncia. Ho voluto raccontare una semplice storia d’amore che ha come protagoniste due donne». Maria Sole Tognazzi spiega com’è nata la volontà di realizzare "Io e lei",...

Maria Sole Tognazzi: giro il mondo con il mio film contro l’omofobia

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«Il mio non è un film di denuncia. Ho voluto raccontare una semplice storia d’amore che ha come protagoniste due donne». Maria Sole Tognazzi spiega com’è nata la volontà di realizzare "Io e lei", commedia sentimentale con Sabrina Ferilli e Margherita Buy uscita nelle sale lo scorso primo ottobre che nel corso dei mesi è entrata a far parte di un dibattito anche politico, a seguito del ddl Cirinnà sulle unioni civili diventato poi legge. Lunedì scorso la regista romana ha ricevuto al Castello Ducale di Fiano Romano nel corso dell'inaugurazione de "Lo schermo è donna", rassegna cinematografica dedicata alle figure femminili del cinema contemporaneo, il "Premio Giuseppe De Santis alla carriera".

Tognazzi, cosa pensa di questo premio?

«Spero non vogliano già mandarmi in pensione (sorride, ndr). Sono contenta del riconoscimento che mi spinge a continuare nel mio lavoro».

Si aspettava che "Io e lei”, nell’arco di quest’anno, sarebbe stato inserito anche in un dibattito culturale e politico?

«La volontà di raccontare l'amore tra due donne nasce prima del ddl Cirinnà. Precedentemente in Italia erano state raccontate nei film storie di coppie omosessuali, però al maschile. Subito dopo "Viaggio sola" con Margherita Buy, quando ho iniziato a scrivere questo film con Ivan Cotroneo e Francesca Marciano non c'era intenzione di cavalcare un momento storico particolare».

Quindi il suo non è un film di denuncia?

«No. Le mie protagoniste non lottano per avere dei diritti, li hanno già. È un film sull'uguaglianza e non sulla diversità che rispecchia il mondo che vorrei, senza discriminazioni e omofobia. Solitamente i film che parlano di omosessualità o sono drammatici o delle farse. Io ho semplicemente parlato della crisi di una coppia e per farlo ho scelto due donne, Sabrina e Margherita».

Come ha deciso di mettere insieme la coppia Buy-Ferilli?

«Mi ero trovata così bene con Margherita che ho pensato di tornare subito a fare un film con lei. Volevo, invece, lavorare con Sabrina da tempo e quando nel 2013 l'ho incontrata a Cannes, ho pensato fosse arrivato il momento. Di rientro a Roma, accendendo la tv ho poi visto che davano "Il vizietto" (con protagonista proprio il padre Ugo, ndr) e mi sono decisa a fare il film».

"Io e lei" è stato presentato anche fuori dall'Italia. Che tipo di accoglienza ha avuto negli altri Paesi?

«È interessante questa sua seconda vita. È stato accolto ovunque molto bene, da Tokyo a New York. In fondo, non esiste differenza nelle storie d'amore».

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