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Amidon: «Vi racconto il mistero di una donna in una rete di bugie»

Cacofonica è un'esistenza quando in lei di sincero non c'è proprio nulla. Mentire, per piacere. Indagare, per amore di verità. Il mostro di turno, si fa contenitore d'ansia, e sbatte in faccia al...

Cacofonica è un'esistenza quando in lei di sincero non c'è proprio nulla. Mentire, per piacere. Indagare, per amore di verità. Il mostro di turno, si fa contenitore d'ansia, e sbatte in faccia al mondo il suo bugiardo muso. L'emergenza mondiale è la demenza collettiva, e Stephen Amidon nel suo "La vera Justine" (Mondadori, pag. 274 euro 19,50), in ogni pagina muove tutti i fili della suspense.

Amidon, quali sono state le costrizioni da superare per arrivare alla libertà di questo romanzo?

«La costrizione maggiore riguarda il modo in cui l'autore vede, il suo punto di vista. Qui è limitato all'eroe, che è Michael. Nella prima bozza del libro avevo deciso di adottare il punto di vista di Justine, era lei che parlava di se stessa, poi mi sono reso conto che così tutta la forza drammatica andava persa. La più grossa limitazione è stata scrivere di lei cercando di mantenere quell'alone di mistero fino alla fine del libro. Io tendo ad amare alcuni personaggi e ad odiarne degli altri. Cerco di diventare più neutro possibile, ovviamente, amo Justine».

Quanta contaminazione teatrale c'è nella creazione dei suoi personaggi?

«Pensando a chi vive nella mia storia, devo per forza tenere in considerazione: il teatro, la cinematografia, la televisione. Tutte hanno avuto una grandissima influenza sul mio lavoro».

Web e scrittura?

«I giovani scrittori attraverso il web possono pubblicare immediatamente il loro lavoro senza il filtro del signor Mondadori. Il rischio nel quale s'incorre, e non voglio per questo sembrare troppo reazionario o troppo conservatore, è che a me tutta questa cosa non piace. C'è la sensazione pervasiva che sia troppo facile tutto. Io ho 56 anni. Ho scritto i miei primi due romanzi a macchina, e mi sono rivolto a internet solamente nel 2001. Ho frequentato biblioteche, fatto visite, viaggi di documentazione. Non è molto bello stare solo su internet, ti viene da pensare che sia tutto un po' artificioso. È come se noi creassimo una realtà speculare di quella che è la vita reale. Anche se credo che probabilmente la realtà dei giovani ventenni di oggi sia proprio internet».

La tragedia arriva con l'atto della conoscenza. La verità, fa a pezzi?

«Decisamente sì. È vero!».

Stephen Amidon e Paolo Virzì hanno incontrato ieri il pubblico romano, presso la Libreria IBS, Libraccio di Via Nazionale.

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