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Lo stato dell’arte? Soddisfacente

Il valore economico spesso non coincide con quello estetico L’artista più significativo è Castellani, dirompente Cattelan

Uno dei maggiori storici dell’arte del ‘900, Sir Ernst H.Gombrich, già negli anni ’90 aveva intuito quel che sarebbe successo nel mondo dell’arte contemporanea: «Oggi gli artisti sono diventati dei bambini viziati. Gli si chiede di rompere le convenzioni, di stupire, di inventare sempre cose nuove. L’originalità è il nuovo metro di giudizio del critico. Ma si può essere originali e molto triviali. L’industria dell’arte e la critica rappresentano un ostacolo per il pittore. Nei tempi passati la tradizione era una guida alla maturazione dell’artista. Oggi ogni tradizione è stata sostituita dalla smania del nuovo. Sopravvivono solo i pittori che accettano di lavorare in modo sotterraneo, lontano dagli occhi dei critici». Questa illuminante riflessione va tenuta presente anche se ci chiediamo quali sono gli artisti contemporanei italiani più popolari nel nostro Paese ed affermati anche a livello internazionale. Ma va detto subito che per tanti motivi oggi non c’è più in Italia un pittore che abbia la grande popolarità raggiunta nel Novecento da De Chirico, Guttuso e poi Schifano.

Per prima cosa il valore economico di un’opera spesso non coincide con quello prettamente artistico ed estetico. Ma siccome viviamo in una società afflitta dal vizio di dare un prezzo a tutto, siamo portati ad equivocare sulla qualità di un artista guardando solo le sue quotazioni. Senza dubbio il più significativo artista italiano vivente è Enrico Castellani (classe 1930), protagonista della pittura oggettuale ed insignito del prestigioso Praemium Imperiale nel 2010. Le sue quotazioni hanno ampiamente superato il milione di dollari ma questo traguardo è giustificato dall’importanza storica della sua ricerca, che ha sviluppato l’eredità di Lucio Fontana con ascetico rigore. Invece il più famoso a livello internazionale è senza dubbio quel gran birichino di Maurizio Cattelan (classe 1960), che ha affermato provocatoriamente di aver abbandonato l’arte dopo essere stato consacrato dalla grande mostra al Guggenheim di New York nel 2011. Cattelan ha capito che la potenza comunicativa è tutto al mondo d’oggi e l’ha messa a frutto con vere e proprie strategie pubblicitarie applicate alla creatività. Su tutt’altro versante un crescente apprezzamento internazionale lo ricevono i protagonisti dell’Arte Povera, in primis Giuseppe Penone (classe 1947), vincitore del Praemium Imperiale per la scultura nel 2014 e protagonista di grandi mostre in Francia (Centre Pompidou 2004; Reggia di Versailles 2013). Frenetico sostenitore del suo progetto «tormentone», quello del «Terzo Paradiso», è Michelangelo Pistoletto (classe 1933), Praemium Imperiale per la pittura nel 2013 e famoso soprattutto per i suoi «quadri specchianti». Una costante ascesa di notorietà stanno avendo artisti quanto mai rigorosi come Gilberto Zorio (1944), Giulio Paolini (1940) ed Ettore Spalletti (1940). Reduci da un boom internazionale scoppiato negli anni ottanta e poi calante, sono gli esponenti della Transavanguardia, fra cui oggi i più convincenti sono Mimmo Paladino (classe 1948) ed Enzo Cucchi (1949). Se parliamo di scultori e pittori solitari, non raggruppabili e che difendono un’identità tipicamente italiana fondata sulla sapienza tecnica, i due nomi che vengono in mente sono quelli di Giuliano Vangi (classe 1931; Praemium Imperiale nel 2002) per la scultura ed Omar Galliani (classe 1954), che ha sviluppato su dimensioni ambientali e monumentali la nostra grande tradizione del disegno, conquistando un notevole successo anche in Russia, Cina e India. Volendo invece segnalare due artisti che lavorano da anni «in modo sotterraneo», per dirla con Gombrich, non si può fare a meno di citare Ennio Calabria (1937), protagonista di una pittura esistenziale e visionaria di grande intensità e Luciano De Liberato (1947), pittore astratto che vive in completa solitudine in Abruzzo e che sta conoscendo un notevole successo internazionale attraverso il web. Fra gli artisti sotto i 50 anni che hanno una notorietà internazionale conquistata soprattutto andando a lavorare all’estero spiccano i nomi di Francesco Vezzoli (1971) e Vanessa Beecroft (1969). E si stanno facendo strada Alberto Di Fabio (1966), entrato da anni nella scuderia di un gallerista quasi onnipotente come Gagosian e Matteo Montani (1972), che diversi addetti ai lavori considerano potenzialmente come il nostro più sorprendente pittore dell’immediato futur

o.

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