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I Modà: non ci arrendiamo al terrore

Il leader Kekko Silvestre: "Un tributo per Parigi? Saremmo in prima linea". I valori della quotidianità e dell’amore nel nuovo cd "Passione Maledetta"

Può esservi un momento più complicato di questo per pubblicare un nuovo disco? «Ma la musica e lo sport non si debbono fermare», riflette Francesco "Kekko" Silvestre, leader dei Modà. «Sarebbe come arrendersi al terrorismo. C’è paura, ovvio. Hanno colpito stadi e sale da concerto, però non dimentichiamo che quando abbatterono le Torri Gemelle, lì dentro vi lavoravano persone comuni, non rockstar o calciatori. E il mondo è andato avanti lo stesso. Certo, mi distrugge pensare che negli attentati muoiano padri, madri, figli. Innocenti. Mai che paghino quelli che stanno nei centri di potere».

 

Silvestre, i Modà sarebbero disponibili per un grande tributo a Parigi?

«Per una causa come questa saremmo in prima linea».

 

Le vostre canzoni parlano di valori che oggi sembrano improvvisamente minacciati dal terrore. La famiglia, l’amore, la libertà di viaggiare.

«Ci accusano di fare musica per fighetti perbenisti. Ma noi raccontiamo la quotidianità. Artisti impegnati? Non lo saremo mai. Mi girano le scatole quando sento parlare di impegno nei tg, figurarsi se quando mi metto le cuffie cerco quel tipo di messaggi. Nel nostro pubblico ci sono tanti bambini, parliamo con il linguaggio più semplice possibile».

 

Questo sesto cd, "Passione maledetta", caratterizzato da un sound robusto, quasi live, è un altro diario della sua vita.

«L’album riflette per larghi tratti il mio modo di pensare e di guardare le piccole e grandi cose che ci cambiano la vita tutti i giorni. C’è un brano, "California", che racconta il viaggio decisivo che ho intrapreso quando ero stufo di tutto ciò che era musica. Mi veniva da vomitare solo a vedere un microfono. Ma è stato un distacco salutare: così lontano da tutto ho capito che era una crisi momentanea, e ho ritrovato la via di casa. E la voglia di fare».

 

La canzone "Francesco" è autobiografica sin dal titolo.

«La dedico alla mia bambina, Gioia. Prima di diventare genitori siamo stati tutti figli, abbiamo ricevuto consigli che forse abbiamo ignorato, e che magari ora, da adulti, comprendiamo pienamente».

 

Quando Gioia sarà grande come decifrerà questo pezzo? "Ti passerà" apre l’album. Un inno all’amicizia, scritto per Lorenzo Insigne.

«Lorenzo non è solo un campione, ma anche una persona semplice, con una famiglia fantastica. L’anno scorso giocava in modo strepitoso, era all’apice della carriera. Poi l’infortunio. Lì ha scoperto la propria fragilità. Ho pensato avesse bisogno di una mano sulla spalla. E dirgli: ce la farai, non perdere la voglia di combattere».

 

Il 18 giugno 2016 tornerete a suonare a San Siro. Da buon tifoso del Napoli, ha ipotizzato un concerto al San Paolo?

«Nel tempio di Maradona? Come un ritorno a casa. Anche se non siamo abituati agli stadi come Vasco o Ligabue».

 

Tre volte sul palco dell’Ariston a Sanremo, e l’anno scorso molto presente come autore. Stavolta niente?

«Abbiamo fatto uscire questo disco due mesi prima del Festival, la strategia ora è diversa. Nella vita non escludo mai di andare a Sanremo, al quale devo gratitudine, ma il progetto Modà ha ricominciato a correre. Pezzi da scrivere per altri? Non in questo periodo».

 

Nel video di "E non c’è mai una fine", girato a New York (con attori di serie Usa) e primo episodio di una specie di fiction incentrata sui vostri singoli, compare una coppia gay. La stessa scelta fatta da Emma per il suo, di video.

«Non è però un modo di fare tendenza: celebriamo la normalità. Mai nutriti pregiudizi, nel nostro ambiente conosco molti gay. Sanno spesso amarsi in modo più profondo delle coppie eterosessuali. Sono persone come gli altri».

 

Che dice della scissione dei Dear Jack?

«È stato un fulmine a ciel sereno. Nessuno se lo aspettava. Sono dispiaciuto, non so cosa sia accaduto. Non sono riuscito a parlare con Alessio Bernabei: avrà avuto validi motivi per scegliere un nuovo percorso. Ho dialogato invece con i ragazzi della band, esortandoli a non mollare. Infatti hanno già scelto un nuovo bravissimo cantante, Leiner. Io sono diventato più forte nei giorni difficili. E così sarà per loro».

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