Il coraggio di Eddie "Truccato da trans per capire l’amore"
VENEZIA - Riflettori accesi sul Lido per tre dive internazionali, Juliette Binoche, Kristen Stewart e Amber Heard, che hanno mandato in delirio i fan della 72ma Mostra del Cinema di Venezia. E tutte e tre recitano nei tre film in concorso ieri. A cominciare da "Danish Girl" di Tom Hooper, dove la Heard ha solo una piccola parte da ballerina, che racconta il dramma interiore di chi si sente nato in un corpo diverso rispetto alla sua identità sessuale, soprattutto se questo avviene nella Danimarca degli Anni Venti. Il film, accolto molto bene dalla stampa, si ispira alla storia vera di Einar Wegener, alias Lili Elbe, prima trans sottoposta alla chirurgia - all'epoca sperimentale - pronta a rischiare tutto pur di realizzare il suo sogno di essere donna. All'inizio del film, Einar, pittore danese, vive con la moglie Gerda (la lanciatissima Alicia Vikander), anch'essa pittrice: sono innamorati e vorrebbero un figlio, ma la moglie percepisce la vera natura del marito, che spesso sfila in abiti femminili davanti a lei, e così lo spinge a liberarsi. Il percorso sarà difficile e spesso Lili si presenta in società vestito da donna dicendo che è la sorella della moglie, finché verrà etichettata come pervertito schizofrenico da medici insensibili a comprendere i suoi desideri più intimi. La pellicola, scritta da Lucinda Coxon e basata sul bestseller di Ebershoff, "La danese", e sul diario di Lili Eber, deve quasi tutto al protagonista Ediie Redmayne che, dopo essersi già trasformato nello scienziato Hawking ne "La teoria del tutto" che gli è valso l'Oscar, diventa ora un trans straordinario. Il film uscirà con Universal il 4 febbraio 2016, proprio a ridosso degli Oscar. Per il regista premio Oscar per "Il discorso del re", Eddie «esprime bene la fluidità di genere. Non ho scelto un attore trans perché nell'industria c'è un accesso molto limitato per gli attori transgender e spero si possa fare qualcosa di più per un'apertura maggiore. Lili ha avuto un coraggio straordinario nel seguire i suoi desideri senza ignorare l'insoddisfazione che aveva dentro. La cosa bella è che il cambiamento di Lili emerge attraverso l'arte, la pittura che condivide con la sua compagna la quale lo ritrae in abiti femminili. Da lì parte il suo percorso che la porterà ad essere finalmente se stessa. Il mio film esorta all'inclusione che è resa possibile dall'amore: sulle nostre spiagge ogni giorno sbarcano i rifugiati, ecco perché lottare contro l'esclusione è un tema più che mai attuale e l'unico antidoto è l'amore». L'attore ed ex modello Redmayne, molto bello in abiti femminili, ha detto di essere stato colpito dalla sceneggiatura, «forse la migliore che abbia mai letto, è una storia d'amore appassionata e coraggiosa e con Tom abbiamo parlato per anni del progetto, anche perché l'idea di trasformarsi in donna non è certo semplice da realizzare. Recitare il ruolo di Lili è stato un sogno che si è realizzato. Ho incontrato tante persone nella comunità transgender, la loro gentilezza, il loro sostegno, la loro disponibilità ad aiutarmi nell'affrontare questo ruolo mi ha emozionato moltissimo. In quel momento storico non esistevano esperienze precedenti ed è importante capire come il loro percorso si sia evoluto». L'altra pellicola in concorso ieri era "Equals" di Drake Doremus con Kristen Stewart e Nicholas Hoult, film di fantascienza che racconta come in un mondo post-futuristico i sentimenti siano stati banditi da un programma che ha alterato geneticamente la capacità di provare emozioni negli abitanti di Equal City. Finché, Silas (Hoult) scopre di essere contagiato da un virus che compromette la sua stabilità emotiva e gode della complicità di Nia (Stewart) anche lei contagiata. È una trama, ambientata tra Tokio e Singapore, che si ispira a "Blade Runner", mescolando atmosfere shakespeariane dove Eros e Thanatos dominano i sentimenti dei protagonisti. Per la bella Stewart, «un mondo senza amore sarebbe impensabile e una società perfetta non può essere privata dei sentimenti. La passione fa girare il mondo, nessuno lavorerebbe senza amore. I due amanti fuggiranno nella terra di nessuno, la cosiddetta Penisola». A sorpresa Giuseppe Tornatore ha ieri presentato "Amarcord Fellini Provini e tagli e doppi dal set", montaggio di inediti dal set di "Amarcord" di Fellini, ore di materiale inedito scovati da Cristaldifilm e dalla Cineteca di Bologna, ora restituite in un assaggio di 8 minuti al pubblico di Venezia e poi dal 14 settembre nelle sale con la versione restaurata del capolavoro felliniano. «Vedere questi provini mi ha colpito perché già da quei primi tagli sapeva come doveva essere il film. Fellini era l'unica persona al mondo capace di dire no e di farsi pure ringraziare: gli chiesi se voleva fare il proiezionista in Nuovo Cinema Paradiso, ma lui rispose che la sua persona sarebbe stata troppo ingombrante e avrebbe distolto gli spettatori dal film. Non avrebbe mai usato il digitale. Amarcord è la storia del nostro Paese e non va dimenticato. Non capisco perché vogliono fare un remake su un capolavoro come la Dolce Vita».