Un anno con Eduardo, una leggenda del teatro italiano

«In molti mi chiedono di Eduardo in privato. In fondo non era diverso dai padri di tutto il mondo»: a Luca De Filippo si bagnano gli occhi, quando parla del padre. Può ricordare a lungo il grande drammaturgo, l’impegno sociale, la straordinaria capacità anche di attore, di Eduardo De Filippo. Ma quando Luca parla del papà, del suo insegnamento, basato sempre sempre sull’esempio e quando dice che sì, era severo, ma soprattutto con se stesso, ecco, al navigato uomo di palcoscenico trema la voce e luccicano gli occhi. La Rai ha presentato «Un anno con Eduardo» , l’iniziativa che Rai Cultura ha deciso di dedicare al grande artista, a trent’anni dalla scomparsa, avvenuta il 31 ottobre 1984. La volontà del direttore di Rai Cultura, Silvia Calandrelli è di «raccontare Eduardo e farlo raccontare da lui stesso. Ma, soprattutto, farlo conoscere alle nuove generazioni». Si parte con un ciclo di sei serate teatrali intitolate «L’eredità di Eduardo» (da sabato 25 ottobre, alle 21,15) con grandi protagonisti del teatro moderno che interpretano De Filippo (ci saranno «Natale in casa Cupiello», trasformato in un monologo da Fausto Russo Alesi), lo Speciale Parlamento «Cantata delle parole chiare» (commemorazione di De Filippo, che fu anche senatore a vita, da Palazzo Madama, venerdì 31 ottobre alle 11). C’è poi il ciclo «Eduardo in scena» (dal 27 ottobre in prima serata), dedicato ai testi di De Filippo raramente rappresentati e proposti nelle sue stesse interpretazioni (come «Ditegli sempre di sì» e «Gli esami non finiscono mai»). Non potevano mancare i classici , con la retrospettiva, che andrà in onda su Rai5, e prevede la riproposizione (dal 28 novembre) del ciclo «Un anno con Eduardo» (la rassegna completa di tutta la produzione televisiva di De Filippo con la Rai, da «Uomo e galantuomo» a «Questi fantasmi!», «Non ti pago». Sono previsti, inoltre, due documentari : «Eduardo, la vita che continua» (di Francesco Saponaro, prodotto da Rai Cinema, venerdì 31 ottobre alle 21,15) e, a seguire, «Il racconto di Eduardo», nel quale De Filippo racconta se stesso, realizzato da Felice Cappa e Andreina Di Porto. Luca, intervenuto alla presentazione dell’iniziativa ha ringraziato la Rai, «perché la divulgazione è importante ed è importare ricordare Eduardo come attore, commediografo e non solo», grazie anche alle sue commedie «interpretate da altri che rimangono comunque sue. È giusto che, accanto alla tradizione, esistano delle evoluzioni nel bene e nel male perché la divulgazione è proprio questo. Il Novecento ci ha dato tre grandi autori: Luigi Pirandello, Dario Fo e Eduardo De Filippo. Mica poco per un’Italia ridotta com’è ridotta». E sull’Eduardo privato e sulla sua leggendaria severità in famiglia, De Filippo risponde: «Il nostro mestiere è severo e selettivo perciò non finirò mai di ringraziarlo per la sua severità. L’insegnamento di mio padre? Solo l'esempio, non c'è mai stato bisogno di parlare di teoria».