Se il critico d’arte «riabilita» il pittore Hitler

Chi lo avrebbe mai detto? Persino uno come Hitler meriterebbe una seconda possibilità. Una sorta di riabilitazione seppur limitata alla sola storia dell’arte. (...e ci mancherebbe altro). A sentir parlare il critico d’arte Daniele Radini Tedeschi, esperto di Caravaggio e di arte rinascimentale e barocca, Adolf Hitler era un buon pittore, «certo un tradizionalista ma aveva una mano felice e una concezione di arte fantasiosa e prospettica». Tutto nasce dalla scoperta di un suo quadro, un acquarello su carta raffigurante un paesaggio urbano di una collezione privata. Forse non tutti sanno che, prima di intraprendere la carriera politica, il fondatore del Terzo Reich aveva iniziato la professione di pittore guadagnandosi da vivere vendendo i suoi disegni e i suoi quadri, anche se era stato bocciato dall’Accademia di Belle Arti di Vienna. Secondo Radini Tedeschi, però, «analizzando la sua opera al di là di valutazioni inerenti la sua persona, dobbiamo riconoscere i meriti artistici che gli spettano, è un fatto di estetica non di etica». Ma la storia non finisce qui e, nei prossimi giorni, Daniele Radini Tedeschi presenterà ufficialmente l’acquarello di fronte al pubblico. Venerdì prossimo alle 17.30 a Roma, nella galleria d’arte La Pigna-Unione cattolici artisti italiani (Ucai), in via della Pigna 13/a, verrà presentata in anteprima l’opera di Hitler. Non basta. Durante l’autunno l’acquarello sarà esposto in una sede ancora da definire, assieme a un’installazione dell’artista Wright Grimani. «Ieri come oggi Università, Baronie, Istituti e Enti di Cultura talvolta sono ridotti a dittature di giurie e commissioni costituite da un oligopolio di pseudo detentori culturali indifferenti alla meritocrazia e alla democrazia aggiunge Radini Tedeschi - Hitler a suo tempo ne fu la prova poiché era un buon pittore, certo un tradizionalista, ma aveva una mano felice e una concezione di arte fantasiosa e prospettica. Analizzando la sua opera, al di là di valutazioni inerenti la sua persona, dobbiamo riconoscere i meriti artistici che gli spettano, è un fatto di estetica non di etica. Occorre, dunque, compiere un atto critico onesto dinanzi a una produzione a mio avviso ritenuta interessante. Stesso approccio bisognerebbe utilizzare per figure come Julius Evola e Martin Heidegger in filosofia. A tal proposito esemplificativo fu il tributo che Pasolini (comunista) fece nel riconoscere i meriti di Ezra Pound (fascista)». Radini Tedeschi invita a «compiere un atto critico onesto dinanzi a una produzione interessante». Siamo certi che l’acquarello di Hitler continuerà a far discutere ancora.