Antonacci: «Sposarsi è un atto di coraggio, prima o poi...»

«Se parliamo di ultracinquantenni che lasciano la famiglia per una donna più giovane, e magari fanno altri figli, a costo di essere impopolare dico che lo trovo naturale: nell'uomo c'è l'istinto genetico della conquista, e la fertilità è un modo per sentirsi giovani, virili. Le donne, che sono superiori da tutti i punti di vista, non devono drammatizzare. Consiglio di lasciarli fare e, se poi tornano, riprendeteveli, anche perché questa seconda vita, in novanta casi su cento, è solo un'illusione di amore». Parola di Biagio Antonacci, 50 anni il prossimo 9 novembre, in un'intervista a Vanity Fair che gli dedica la prossima copertina. La sua compagna, la 35enne Paola, sebbene stia con Biagio da nove anni, raramente è al suo fianco nelle occasioni pubbliche. Antonacci non si è mai sposato. «Chi sta insieme tutta la vita - spiega - fa un atto di fede, non di amore. L'amore ha una partenza e sempre un arrivo, solo la fede è eterna. Giurarla davanti a un prete è una cosa seria, finora non me la sono mai sentita. Ma credo che prima o poi lo farò: sposarsi è un tale gesto di coraggio che, almeno una volta nella vita, bisogna provarci». Il cantante è stato intervistato su un Boeing 767 diretto a New York, dove nei negozi da un paio di mesi è in vendita il suo ultimo album «Sapessi dire no» e dove lo aspettava la sua prima esibizione americana. In viaggio con lui, oltre alla compagna, la mamma Ornella, 69 anni, papà Paolo, 78, il «fratellino» Graziano, 39, da dieci suo inseparabile manager, e la compagna Paola. Del rapporto con la madre, che in una passata intervista con il settimanale aveva definito «un rapporto morboso, un cordone ombelicale mai reciso», spiega: «Oggi va meglio, ma resta un riferimento importante nella mia vita, la persona che chiamo subito dopo un'esibizione per sapere se mi ha visto e che cosa ne pensa. Con me è sincera, anche critica». Con suo fratello Graziano va d'accordo: l'ha preso a lavorare con lei, gli ha affidato la gestione di tutte le sue cose. «Per non stare da solo ho chiesto un fratellino o un cane, ed è arrivato lui. A scuola chi me lo toccava era morto. Poi, visto quello che è successo a tanti colleghi, mi sono detto: se qualcuno deve scappare a Cuba con i miei soldi, tanto vale che sia mio fratello». Nel 2010 ha posato nudo sulla copertina: a distanza di tre anni gli viene chiesto se lo rifarebbe. «No e sì. No perché l'ho già fatto, sì perché ho ancora il fisico». Non si sente invecchiato? «Solo in certe piccole cose: comincio a guardare se in casa c'è la polvere, sono sempre più maniaco dell'ordine e della pulizia. Di positivo c'è che mi sento più libero. Dieci anni fa non avrei parlato d'amore con la leggerezza di una canzone come "Non vivo più senza te", avrei temuto le critiche, l'etichetta: Biagio, il cantante delle donne. Oggi sono fiero di avere un pubblico femminile: è il più fedele».