di Paolo Zappitelli Un orto sul terrazzo.

Secondouno studio della Coldiretti aumentano gli italiani che cedono a questa tentazione, almeno uno su quattro. E sui balconi si pianta di tutto, dalla lattuga ai pomodori, dai peperoni alle zucchine fino a rosmarino, salvia, basilico e prezzemolo. Ma per essere sicuri che l'hobby non si trasformi in un'autentica fabbrica casalinga di veleni bisogna fare un po' di attenzione. «Lo sconsiglio a tutti coloro che abitano in città molto inquinate – spiega Ciro Vestita, fitoterapeuta e nutrizionista che lavora a Roma – Qualsiasi pianta è un bioaccumulatore, assorbe e immagazzina le sostanze che si trovano nell'aria. E se nell'atmosfera ci sono elementi nocivi li ritroviamo tutti negli ortaggi. Altro consiglio è di scegliere con attenzione il terriccio per i vasi. In molti casi è fatto con materiale di scarto e diventa un'altra fonte di inquinamento». Ma se abitiamo in zone periferiche o in aree con molto verde e poco traffico allora l'orto casalingo può unire divertimento e salute. Ma attenzione, non proprio tutto può essere coltivato in vasi, per quanto grandi siano. Ci sono piante che hanno bisogno di molto spazio, come le zucchine, le cipolle, le melanzane. Meglio concentrarsi allora sull'insalata che in soli due metri quadrati ci offre verdura fresca tutto l'anno. Ma ci si può anche divertire con qualcosa di esotico, come il kumquat. «È un agrume cinese – spiega Ciro Vestita – una pianta antichissima abbastanza facile da coltivare e che non ha un grande volume. In compenso nella sua stagione, da novembre a maggio, arriva a produrre fino a 200, 300 frutti. E ne bastano due al giorno per il nostro fabbisogno giornaliero di vitamina C e di flavonoidi». Sì anche ai pomodori ciliegini – due o tre piante occupano poco spazio e producono molti frutti – no invece al pomodoro tradizionale perché poco pratico: è facilmente aggredito dagli insetti e deve essere trattato almeno una volta a settimana con gli antiparassitari. Altra pianta da tenere in un orto casalingo è il peperoncino, perfetto come scorta di vitamine e che con un minimo di attenzione in inverno può durare tutto l'anno. E infine sì almeno al rosmarino perché è un ottimo antitumorale. «Quando friggiamo qualcosa oppure quando cuciniamo la carne alla brace – spiga ancora Ciro Vestita – si producono due sostanze che sono cancerogene: nel primo caso l'acrilamide, nel secondo l'acroleina. Uno studio dell'università di Copenaghen dimostra che mettendo un rametto di questa pianta nella frittura, oppure lasciando a marinare la carne in un olio e rosmarino almeno un'ora, la presenza delle due sostanze si abbatte del 40 per cento».