Martina bella e sola nel thriller tv con Lando Buzzanca

Nelruolo della restauratrice Maddalena Fabbri che ha sacrificato la sua vita privata per dedicarsi a una professione che adora, la Miss Italia 1991 è coinvolta in una lunga serie di puntate che variano dal poliziesco al thriller, dal mistery al comico. E questo in attesa dell'uscita, nella prossima primavera, del film «2 agosto: i giorni della collera», appena finito di girare con Giorgio Molteni, in cui sarà una giornalista scomoda impegnata a indagare sulla strage di Bologna che le ha portato via una cara amica. Che tipo di donna incarna in questa nuova proposta televisiva? «Maddalena Fabbri è una figura dei nostri tempi: una persona moderna che ha dato tanto alla sua carriera e vive per il suo mestiere: l'arte del restauro, intesa proprio come desiderio di riportare alla luce pezzi che altrimenti sarebbero dimenticati. Ha dedicato tutta la sua vita al lavoro, rinunciando alla sfera privata, agli affetti e ai sentimenti. Questa sua apparente durezza rivela poi una fragilità nei rapporti umani». Quali aspetti ha in comune con il suo personaggio? «Sono testarda, dura, cocciuta come lei: quello che vogliamo otteniamo. È un pregio, ma anche un difetto che ti porta sempre a rasentare il rischio. Altrimenti ci si accontenta di ciò che si ha e non è nel mio carattere: voglio avere di più e andare avanti per trovare nuovi stimoli. Non mi fermo mai e privilegio scelte non scontate. A differenza di me, però, Maddalena ha scelto di vivere esclusivamente per la carriera. Io, invece, mi sono sposata e ho avuto un figlio, cercando di conciliare lavoro e famiglia con tutta la fatica che costa, ma sapendo di non voler rinunciare a nessuno dei due aspetti così importanti per me». Come si muove l'intreccio? «Basilio, interpretato da Lando Buzzanca, è un ex commissario di polizia agli arresti domiciliari che va a lavorare nella bottega di Maddalena. La sua caratteristica principale sono le "luccicanze", ovvero visioni del futuro in cui gli appare quello che potrebbe accadere se non intervenisse in tempo. Può riportare alla vita persone in pericolo o evitare avvenimenti tragici. All'inizio la donna pensa che sia pazzo e lo tiene a distanza: non riesce neppure a nominare la sua preveggenza e la battezza con la parola "dono", preferendo contrassegnare così il talento che lo rende speciale. Poi i due cominciano ad avvicinarsi e a diventare amici con una grande intimità. Basilio si permette interventi che spesso feriscono Maddalena, ma le fanno anche aprire gli occhi. Si restaurano reciprocamente». Si è trovata bene accanto a Lando Buzzanca? «È un uomo di 75 anni con una vivacità da ragazzino di 15! Ha un'immensa esperienza cinematografica alle spalle, ma non è egoista: te la dona ed è generosissimo. Abbiamo avuto tante scene insieme ed è stato un ottimo compagno di lavoro: arriva sempre un quarto d'ora prima della convocazione e costituisce davvero un modello di professionalità come ce ne sono pochi. Non si può negare poi che abbia ancora molto fascino: è un vero merlo maschio». Che legame ha con il suo lavoro? «Ho iniziato a 16 anni: per me è tutto. Significa sentirmi viva, sapere che costruisco e riesco a dare qualcosa. Adoro il set e la vita da zingara del nostro mestiere. Inoltre, interpretare diversi personaggi mi regala opportunità diverse di esprimermi e comportarmi che non potrei sperimentare».