Il potere accende le luci rosse

Èpiù o meno la traduzione letterale di un proverbio siciliano. Eppure ci sono potenti che in nome dell'amore, o spesso solo del sesso, si possono giocare proprio il potere. Oppure persone che, al contrario, mettono l'attrazione fisica al servizio della scalata ai piani alti della società. Altri che ostentano le capacità amatorie come simbolo di status. Altri ancora che cercano di usare il potere per risolvere i guai in cui li ha messi la stessa esuberanza fisica. Anche di questo parla «Sesso e potere», il libro scritto dal giornalista e saggista Maurizio Stefanini che racconta in modo brillante e informato i più famosi ed emblematici scandali di sesso e politica della storia: dall'epoca dei faraoni ai giorni nostri. A New York Dominique Strauss-Kahn, potente direttore del Fondo Monetario internazionale e possibile candidato alla presidenza francese, deve dare le dimissioni per le accuse di stupro che gli muove una cameriera di origine africana. In Italia il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è costretto a dare battaglia in Parlamento per le imbarazzanti confidenze di una marocchina appena maggiorenne. Negli Stati Uniti un presidente è finito sotto impeachment per una relazione «impropria» con una stagista. In Israele un altro presidente è andato addirittura in galera per una serie di accuse di stupro e molestie sessuali. D'altra parte, in Sudafrica un presidente è stato, invece, cacciato dal potere e sostituito da un boss del suo stesso partito che voleva blindarsi contro un'accusa di stupro. Che siano soltanto aberrazioni contemporanee? Ma nel Regno Unito, terra con una lunghissima storia di regine e principesse adultere, un primo ministro (negli anni Sessanta) e un re (negli anni Trenta) sono stati costretti alle dimissioni per via di scandali sessuali. Negli Stati Uniti il giornalismo di denuncia inizia con un oriundo scozzese che tira fuori i peccati inconfessabili di due Padri della Patria come Hamilton e Jefferson. La stessa unità d'Italia ha come pronuba un personaggio scandaloso, cioè la Contessa di Castiglione, come primi re due sovrani dai costumi poligami, ossia Vittorio Emanuele II e Umberto I, e come autorevole leader il bigamo Francesco Crispi. La Rivoluzione francese è preparata dal discredito per la vita libertina di Luigi XV. E a Roma se il passaggio dalla monarchia alla repubblica è accompagnato dallo «scandalo Lucrezia», quello dalla repubblica all'impero si gioca attorno allo «scandalo Cleopatra». Senza peraltro risparmiare allo stesso impero le sue varie Messaline e le sue Agrippine. Da un mito egizio abbondantemente raffigurato su steli e papiri e descrivente la dea Iside intenta a restituire la vita al marito morto Osiride con metodi alla Monica Lewinsky, le egiziane erano conosciute per quello stesso tipo di specialità amatorie per cui una volta le bolognesi erano rinomate nei bordelli italiani. E Cleopatra era a un tempo regina delle egiziane e reincarnazione di Iside. Forse i soprannomi greci di merichane e cheilon («bocca aperta» e «grandi labbra») si riferivano semplicemente a tratti somatici africani, ma si accompagnavano ad aneddoti su record a luci rosse in materia, del tipo cento legionari romani in una sola notte. Comunque sia, Cleopatra fece girare la testa ad Antonio al punto tale che quando ad Azio lei all'improvviso abbandonò con le sue navi la battaglia, lui le corse dietro, determinando la disfatta. Qualcuno ritiene che il suicidio finale non avvenne per la sconfitta politica, ma per quella sessuale, cioè per non essere riuscita a sedurre anche Ottaviano, dopo Cesare e Antonio. E forse il problema consisteva nel fatto che era ormai arrivata a 39 anni, evidentemente non portati troppo bene. Perfino Pericle nell'antica Grecia fu vittima di uno scandalo sessuale che anticipa i simili episodi delle democrazie moderne. Pablo Neruda fu un poeta raffinato, sensibile e impegnato. Eppure si confessò stupratore. E nel Terzo mondo c'è un terzetto di presidenti progressisti al potere che costituisce una sorta di «Internazionale stupratori». Certo, la storia evolve. Il più antico scandalo sessuale documentato è relativo a una faraona dell'Egitto di 3500 anni fa, la cui colpa principale era probabilmente quella di aver voluto il potere benché donna: una «aberrazione» che da qualche decennio non è più considerata tale. Perfino oggi, lo scandalo sessuale è visto in modo diverso a seconda delle culture politiche. Agli americani interessa come strumento di selezione della classe politica. Ai francesi, nel Paese che lanciò il grande modello della «favorita», non importa. Gli italiani sembrano in confusa evoluzione da un modello francese a uno americano. Eppure, è sorprendente scoprire quanto certe vicende tendano ad assomigliarsi a secoli e perfino millenni di distanza: Teodora di Bisanzio ed Evita Peròn, Carolina di Brunswick e Lady Diana. Tutte legate da un sottile filo a luci rosse.