«Benvenuti nel mondo di Voyager»

Personeche vogliono entrare in studio per vedere il programma», ecco come Roberto Giacobbo racconta la caccia agli inviti per vedere dal vivo la trasmissione Voyager. Si parte domani, in prima serata su Raidue. Giacobbo: come sarà strutturato? Ci saranno tre lunghi servizi e non sei, come in precedenza. Ci sarà un'anteprima con un ospite a sorpresa: domani Lorena Bianchetti. Il suo ruolo? Risponderà alle 7 domande di Voyager: sempre le stesse, in onda prima della sigla di testa, come un piccolo notiziario. Dalle esperienza personali più sorprendenti mai vissute. Al sogno di quale sarà il prossimo mistero a essere svelato. Iniziamo con un personaggio di rete, che tra l'altro esordisce con Italia sul Due lo stesso giorno. Un'altra novità? Una serie di ricerche al servizio della storia più antica. Abbiamo fatto alcune riprese ma ci sarà un laboratorio di dna antico. È la prima volta che un programma si avvale di un laboratorio di analisi del dna. E poi? Tutto ciò di cui parliamo è ben documentato. Al centro dello studio c'è una frase che dice: "Una risposta è solo una rappresentazione del passato. Solo una domanda può guardare al futuro". Il mio ruolo è quello di raccontare e ipotizzare quello che può essere successo. C'è un argomento che vorrebbe approfondire e che non è ancora riuscito a sviscerare? Vorrei poter tornare in Egitto, Paese che ora sta attraversando una crisi. Ci sono delle indagini ancora aperte in quella fantastica terra. C'è un mistero più oscuro degli altri? Il vero mistero è quello di cui ancora dobbiamo conoscere l'esistenza. Noi non raccontiamo cose che non siano certe. Il nostro scopo è la ricerca della conoscenza. Quale è l'ascolto più alto che avete registrato? Oltre i 2 milioni, siamo arrivati a conquistare 3 milioni e mezzo di telespettatori. Il dato più importante? Quante persone hanno visto Voyager per almeno mezz'ora: sono 11 milioni Secondo lei perché Voyager piace? Il mio programma è a cavallo tra la scienza e il mistero. E Mistero lo conosco bene, ero uno degli autori. Come ero autore di programmi scientifici. Voyager sta in mezzo. Racconta ciò che è stato scoperto e spiega la direzione che stiamo prendendo. Un buon motivo per guardare la trasmissione. Il fascino della conoscenza, l'accurata confezione, il rigore. Anche morale. E occorre dire che Voyager è stato venduto all'estero in 14 paesi. È un prodotto italiano apprezzato anche all'estero, come prodotto Rai. E c'è una grande risposta con Rai International, che a volte lo manda in differita. Ho scritto dei libri che non posso leggere: sono stati tradotti in coreano. Inoltre collaboriamo con National Geographic per i documentari.