E Di Pietro fa il prezzo giusto

AMilano sta a 1,25 euro, a Palermo bisogna sborsare 1,48 euro. La notizia ci arriva dal programma condotto da Alessandro Di Pietro: «Occhio alla spesa». Va in onda dal lunedì al venerdì dalle 11.05, su Raiuno: dalle fila della trasmissione fanno sapere che l'alta media di ascolto è del 21,4% di share. Dura un'ora, il tempo giusto. I minuti scorrono veloci tra notizie, curiosità e tanto benessere alimentare. Chi resta a casa la mattina, Di Pietro lo conosce bene. Affezionato il pubblico femminile, quello composto perlopiù da casalinghe: si fanno tutta una tirata, arrivando fino alla fine de «La prova del cuoco». Tanto l'argomento è e rimane quello culinario. E Alessandro Di Pietro, a differenza della Clerici, ha un punto di forza: la comparazione dei prezzi. Proprio in un momento in cui le cronache dei quotidiani allarmano sugli aumenti dei prezzi, a causa della crisi. Con uno stuolo di corrispondenti, va nei mercati alla ricerca del «prezzo giusto»: chi guarda riesce così a orientarsi in un marasma di euro. La tradizione c'è, il mito anche: chi non ricorda l'evergreen Iva Zanicchi districarsi una giungla di oggetti ai quali i concorrenti, volta per volta, dovevano affibbiare un costo espresso in lire? D'altronde anche «Ok, il prezzo è giusto» era un gioco antico. Basti pensare che, la «prima volta» sul piccolo schermo del format risale al 1956. Gigi Sabani lo importò il 21 dicembre 1983, anche se la maestra rimane una: l'Iva della televisione. Ieri «Occhio alla spesa» ha mandato in onda una puntata sfiziosa, quella sui frutti tropicali. Una curiosità? Il momento migliore di maturazione di un mango, piuttosto che quella di un avocado. Spazio, d'altro canto, è stato dato anche ai succhi d'arancia: grazie alla trasmissione si viene a scoprire che le arance, anziché provenire dalla Sicilia, arrivano «in forma di succo concentrato» dal Brasile, stipato in navi gigantesche. Il motivo? La manodopera, naturalmente. Tra gli altri interventi in studio, anche quelli di Morena Lussignoli e Franca Peron, responsabile Succhi dell'Aiipa. E se è vero che «siamo quello che mangiamo» bè allora attenti alle fregature.