Bondi: la cultura ai privati E basta con l'antiberlusconismo

Sarà di 58 milioni all'anno per il 2011 e il 2012 il taglio al ministero dei Beni Culturali, il 10 per cento decurtato dalla manovra anticrisi del governo. Al quale si aggiungono comunque i tagli del 50% ai contributi per gli enti culturali. Lo ha confermato il ministro Sandro Bondi, proponendo anche nuovi progetti per il futuro del ministero. Un problema a parte è invece quello del Fus (fondo unico per lo spettacolo), che era già stato decurtato dallo scorso anno. Poi, un anno fa, Berlusconi è intervenuto per garantire un reintegro (60 milioni di euro presi dal fondo della presidenza del consiglio per le emergenze). Quest'anno - ha spiegato Bondi - dell'argomento «ci si occuperà a settembre». Ora la parola passa al governo, che dovrà occuparsi del settore con un Consiglio dei ministri dedicato e con un tavolo attorno al quale dovrebbero sedersi il premier Berlusconi e il sottosegretario Letta insieme con i ministri dell'Ecomomia, degli Esteri e del Turismo e naturalmente dei Beni Culturali. «Ho sperato nella possibilità di un dialogo con il mondo della cultura che, nei suoi aspetti più corporativi, subisce ancora il fascino di sinistra e antiberlusconismo». Questo «pesa ancora molto nei rapporti con il governo». Prima richiesta - annuncia - sarà la defiscalizzazione dei contributi alla cultura, «sia per la crisi sia per liberare la cultura dal peso asfissiante dello Stato». La strada è quella di «richiamare alle proprie responsabilità la classe dirigente del Paese. È una strada possibile e virtuosa, lo abbiamo già visto con il cinema, dove grazie al tax credit e al tax shelter i produttori potranno fare a meno dei contributi diretti». Bondi rivendica di essere riuscito ad evitare la soppressione di quella lista di 231 enti grandi e piccoli: la manovra imponeva di risparmiare 13 milioni, agli enti ne saranno tolti «solo» 4. Gli altri 9 milioni di euro sono stati tirati fuori grazie a risparmi sul bilancio del dicastero. Salve le grandi istituzioni, enti come la Biennale, la Triennale, la Quadriennale, che vedranno ridursi il contributo solo del 5-6%. Tagli del 15% per gli istituti compresi nella cosiddetta lista triennale, come la Società Geografica o la Fondazione Spadolini. Tagliati completamente, come era stato annunciato, i Comitati nazionali, eccetto quello dedicato a Cavour per l'evidente riferimento ai 150 anni dell'Unità d'Italia. Comunque, «servono riforme», ripete il ministro. Quella che indicherà nuove regole per la concessione dei contributi è pronta. Un disegno di legge, non un decreto che sarà presentato venerdì al Consiglio dei Ministri e poi discusso in Parlamento e con il contributo delle associazioni. In programma, anticipa Bondi, oltre alla legge per il cinema con il rinnovo delle misure di defiscalizzazione, anche una rivoluzione per i musei, che dovrebbero diventare autonomi dal punto di vista gestionale e finanziario (i soldi degli incassi che ora vanno a finire nelle casse dello Stato dovrebbero andare al ministero dei Beni culturali) e un grande «Piano per il Sud».   Intanto, «sono lieto di annunciare che ho parlato con il sindaco di Roma, Alemanno - ha aggiunto il ministro - per organizzare, entro la settimana prossima, la conferenza con Giro, Resca, Cecchi e Nastasi per annunciare la gara d'appalto per la sponsorizzazione privata del restauro del Colosseo». Bondi ha infine assicurato che risponderà alla lettera appello - pubblicata su La stampa - scritta dai big della canzone per sollecitare l'utilizzo dei fondi per L'Aquila raccolti, all'indomani del terremoto che sconvolse l'Abruzzo, con la pubblicazione del disco «Domani»: «Jovanotti ha ragione - ha detto il ministro - stiamo già rispondendo alla lettera». Agli artisti, ha poi precisato il ministro, verrà chiesto di esprimere la loro preferenza su come investire la cifra. Per quanto riguarda Elio Germano, l'incontro con l'attore, premiato a Cannes, è saltato «per una questione di buona educazione - ha svelato Bondi - Uno non può rispondere alla domanda di un incontro mettendo paletti sul luogo. È una questione di buon gusto, l'educazione è una dote sempre più rara».