Il principe-presentatore alla Lega «Festeggiate l'Unità d'Italia»

AldoCosta In esposizione ci sono pezzi unici, rarissimi, come il collare d'armatura del duca Emanuele Filiberto, vissuto nel '500, militare durissimo tanto da meritarsi il soprannome di «Testa di ferro». Ieri ha aperto i battenti la mostra «Casa Savoia e l'Unità d'Italia» allestita a Palazzo Saluzzo di Cardè, a Torino, dove è arrivata dopo le prime due tappe e da dove ripartirà per un viaggio attraverso l'Italia fino ad arrivare a Roma per i 150 anni dell'Unità nazionale. Un'esposizione «molto speciale», ha detto Emanuele Filiberto di Savoia, non la Testa di Ferro, ma quello amico di Pupo, che presenta su Raiuno «Ciak..si canta!» ed è candidato alla conduzione della prossima edizione di «Domenica in». I Savoia hanno promosso e fornito i «pezzi» per questa esposizione. È una mostra, ha aggiunto «che vuol fare conoscere casa Savoia al di là della vita di corte e ritengo sia importante che fra le prime tappe ci sia la nostra Torino e questa magnifica piazza San Carlo perché tutto inizia da qui». E sì, la storia d'Italia comincia da qui, dove in un modo o nell'altro si cominciò a progettare di trasformare un'entità geografica in un Paese. Le celebrazioni per i 150 anni dell'Unità nazionale sono «la festa di tutti gli italiani - ha aggiunto il principe - non solo di Garibaldi e dei Savoia che hanno contribuito a realizzarla, ma di tutti gli italiani che hanno voluto far nascere una patria». Realizzata grazie alla Fondazione Principe di Venezia, la mostra raccoglie numerosi cimeli appartenuti ai re e alle regine d'Italia e ai loro discendenti, oggetti privati «mai usciti dalla nostra famiglia - ha detto Emanuele Filiberto - e sono molto felice che ora tutti possono conoscerli. Inoltre qui a Torino l'esposizione si è ulteriormente ampliata grazie a tanti amici che ci hanno prestato i loro oggetti e anche a tante persone che ci hanno scritto perché avevano in casa dei cimeli che volevano mettere a disposizone nella nostra mostra». Fra gli oggetti più preziosi esposti per la prima volta pezzi molto rari come il collare d'armatura del duca «Testa di ferro», esposti anche i famosi monogrammi di diamanti della regina Margherita e della regina Elena, il manto di corte della regina Margherita portato al Quirinale nel 1891 in occasione del I Congresso internazionale che sancì l'ingresso dell'Italia fra le grandi potenze e molti documenti storici legati a momenti salienti del Risorgimento. In occasione della presenza alla mostra, inoltre, Vittorio Emanuele di Savoia ha annunciato di essere entrato in possesso «di una collezione di stampe eccezionali, solo quelle di Carlo Felice - ha detto - sono 120. Le stiamo catalogando e mettendo a posto in vista di una mostra che sarà fatta a Chambery e poi speriamo di portarla a Torino». «L'apertura della mostra a Torino - ha spiegato Emanuele Filiberto - è per me una grande soddisfazione perché consente a casa Savoia di poter contribuire fattivamente al programma delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia». E il principe-presentatore non ha mancato di ribattere polemicamente al ministro Roberto Calderoli che l'altro giorno ai microfoni della trasmissione «In mezz'ora» ha annunciato di non voler partecipare ai festeggiamenti. «Le parole di Calderoli? Sono un grande peccato - ha detto - spero che lui e la sua parte politica ripensino a quanto hanno detto. Se oggi abbiamo il tricolore e l'Italia è grazie alla storia di questi 150 anni. Si può vederla in un modo o nell'altro - ha aggiunto il Savoia - ma quello che rappresentano questi festeggiamenti, come ha più volte ricordato il presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi, sono valori importanti».