Blog report, internet crea la tv del futuro

Arriva questa sera all'1,10 su RaiTre «Citizen report», la «nuova creatura» di Giovanni Minoli, direttore di Rai Educational, guru della comunicazione, prossimo (nonostante l'aria da eterno ragazzaccio) a spegnere le quaranta candeline. In Rai. Minoli sorride, allarga le braccia e presenta candidamente «Citizen report» come uno «strumento del servizio pubblico per far dialogare le diverse piattaforme», cioè Internet e la televisione. Ma la definizione non spiega quanto sia aggressivo e innovativo il programma confinato, come quasi tutte le trasmissioni belle e importanti, in orari da metronotte e vampiri. Il programma, dieci puntate da ventisei minuti, è presentata dalla grintosa e bella Federica Cellini, un'esperta in documentari di «La storia siamo noi». Ad ogni puntata viene proposto un argomento, affrontato attraverso i contributi offerti via Internet attraverso il sito www.citizenreport.rai.it, in rete dallo scorso novembre. Ma neanche questo descrive la carica di novità esplosiva contenuta nel programma, che arriva dai servizi scelti e proposti così come sono, senza «filtri». In «Citizen report» di questa notte si parla di famiglia: scordatevi i proclami tradizional-buonisti, ma anche le fregnacce progressiste. Vedrete un gay che spiega con precisione come sta facendo a diventare papà assieme al suo compagno, a Roma, in barba alla legge italiana e a tutte le discussioni che si fanno sull'argomento. «Stiamo semplicemente usando - spiega il giovane - quello che la scienza mette a disposizione delle coppie che hanno problemi di fertilità. Perché questo siamo io e il mio compagno: una coppia con problemi di fertilità». Sollecitato dalla conduttrice Cellini c'è poi l'outing del regista Gabriele Muccino che spara a zero sulla famiglia allargata. «Salutare i propri figli che restano con la madre - dice con la voce rotta dall'emozione - è un grande dolore».   E ancora: «Io credo che ognuno voglia tornare dove è nato, è una legge naturale», rimpiangendo nostalgicamente la la famiglia tradizionale. Alla faccia del politically correct. E poi una bella, bellissima coppia (uomo e donna, insieme e felici, finalmente) che si preoccupa di amarsi e spiega che: sposarsi in pratica serve solo quando poi ti separi, fare figli in Italia è un salto nel buio e che lui in Italia non ha trovato lavoro, ma all'estero sì e allora se ne vanno dal Paese e buonanotte ai suonatori. E tanto altro. Uno spaccato crudo, non mediato, ma realista di uno dei problemi del nostro Paese. Nelle prossime puntate si parlerà di religione, ecologia, immigrazione, ma anche di argomenti leggeri, come le scuole di ballo.   «Citizen report cerca di trovare la forma più adatta di racconto giornalistico che nasce dalla contaminazione tra piattaforme diverse - spiega Minoli - Abbiamo messo in connessione la tv con una redazione diffusa di vlogger e video maker sparsi sul territorio. Ogni tecnologia ha il suo linguaggio e noi cerchiamo di dare una forma alla nuova frontiera. Il programma - aggiunge - rappresenta l'ennesima declinazione del concetto di servizio pubblico. In questo caso è il servizio pubblico che si apre alle nuove forme di comunicazione multimediali e multipiattaforma, indipendenti e democratiche. Queste dieci puntate sono solo l'inizio di un appuntamento che vorrebbe diventare stabile, come una striscia». E Federica Cellini aggiunge: «L'obiettivo è di dare voce a chi non ne ha, raccontare storie che i media tradizionali ignorano, fornire punti di vista inediti». E sembra proprio che ci siano riusciti. Certo che l'una dopo mezzanotte è un orario da insonni cronici, Consorzio Nettuno, Gabriele La Porta e Giovanni Minoli. Ma il direttore di Rai Educational non vuole fare polemiche. «All'una e dieci? - Scherza - Così presto? Pensavo lo facessero alle due». E precisa che servono «luoghi per l'esercizio della crescita, dico così perché mi fa schifo la parola sperimentali, dove provare le cose. E poi speriamo che queste cose crescano».