Fiorello il mattatore torna a stupire i romani

Partito a novembre da Pesaro, il one-man-show continua a registrare il tutto esaurito in ogni appuntamento nei palasport della penisola. A un mese dalla fatidica tappa dei cinquant'anni, Fiorello si conferma come uno degli artisti più completi, l'erede di mostri sacri come Walter Chiari e Gigi Proietti per la sua capacità di intrattenere il pubblico. Pochi come lui riescono a passare con disinvoltura dalla canzone all'imitazione, dalla barzelletta al dialogo con gli spettatori, fino alla satira d'attualità. Quest'ultima si rivela un pozzo inesauribile di ispirazione, in particolare «per i continui scandali a luci rosse. Il sesso è diventato un'ossessione - sottolinea Fiorello - Una volta uno, arrivato a 65-70 anni, si dava una calmata, ma non adesso. Dietro anche i fatti più gravi, c'è sempre dietro il sesso». A differenza di altri comici «militanti», Fiorello non guarda in faccia nessuno, menando fendenti sia a destra che a sinistra, ma sempre con garbo e col sorriso sulle labbra. Lo spettacolo, nato come costola del «Fiorello Show» estivo, si sviluppa e si evolve in maniera completamente nuova, arricchendosi ad ogni tappa e riservando ogni sera delle sorprese. Un flusso continuo di storie, aneddoti e canzoni per due ore di spettacolo serrato, in cui Fiorello, diretto da Giampiero Solari e accompagnato dall'orchestra del maestro Enrico Cremonesi, lascia grande spazio all'improvvisazione, con il coinvolgimento diretto degli spettatori in puro stile «Karaoke». A fare da cornice un allestimento moderno e dal forte impatto scenico, che sorprende il pubblico sin dalla sigla di apertura attraverso giochi di luce, ledwall ed ologrammi, con un sipario gigante «tanto che serve un camion solo per portare quello».