Badanti e baby sitter

RobertaMaresci L'entrata delle colf, badanti e baby sitter nel paniere dell'Istat, al posto di fiammiferi e lampadine a incandescenza, l'ha prevista per prima Maria Grazia Cocchetti che è partita dai nonni, dalle madri e dai padri più anziani, per scrivere il primo manuale ad uso e consumo della “fata della casa”. In fondo, tutto parte dalla donna, che riporta ordine, armonia e pulizia laddove regnano il disordine, il caos e lo sporco. Ma la Cocchetti ha toccato le vesti delle donne lavoratrici. Tirando in ballo mogli e mamme, sposate o separate. Abbracciando problemi di single. Perfino dei figli unici. Tornando poi a bomba, alla donna che lavora nelle quattro mura di casa, a colei che ci assicura nutrimento e assistenza. Un lavoro invisibile, tanto che il giorno dopo deve rifare la magia, per intero o quasi. Facendo le debite considerazioni, non perdendo di vista la voglia di facilitare e velocizzare la vita proprio alle donne, ha preso corpo «Fate veloci». Un'esortazione che titola la guida edita dalla Mondadori. D'altronde una famiglia su dieci è “badante-dipendente”, lo conferma anche uno studio Censis che quantifica un aumento del 37% di colf in più rispetto al 2001. Il perché è presto detto: “I nostri vecchi sono come i bauli: un po' ingombranti, pesanti da spostare. Ma se guardiamo dentro scopriamo tante belle cose”. E Maria Grazia Cocchetti è partita da questo per arrivare ai figli incastrati nei ritmi dell'era globalizzata, sempre con i nervi a fior di pelle e in debito col tempo. Perché assumere un'aiutante, soprattutto straniera, è un momento delicato e decisivo. Perché la domanda è tanta e la concorrenza feroce: non si può neppure correre il rischio di sbagliare. Ma dove trovarla, come farle il colloquio, come gestire la convivenza fin dal primo giorno? Come insegnarle a rispondere al telefono, a fare la spesa, ad apparecchiare la tavola e a cucinare secondo le abitudini del nostro caro? Spaghetti cotti in due dita d'acqua e stecche dei colletti alle camicie da uomo che ingorgano il filtro della lavatrice: sono solo alcuni degli incidenti che spesso queste “fate veloci” si trovano ad affrontare. I libro offre loro l'aiutino. Nel farle gestire gli acquisti in farmacia e le emergenze mediche o nel disbrigo di pratiche postali tipo spedire una raccomandata o il pagare un bollettino. In queste 312 pagine c'è tutto questo e altro. Perfino un vademecum per affrontare le questioni sindacali e burocratiche che spesso questi rapporti di lavoro comportano. Provvidenzialmente, il testo è anche farcito da decine di box, schede pratiche e da una sezione tradotta in cinque lingue (filippino, spagnolo, russo, romeno, albanese) per rendere più semplice la comunicazione con le nostre aiutanti straniere. Che proprio ignoranti non sono: 7 su 10 sono laureate o diplomate. E pazienza se pensano che il Belpaese sia una nazione egoista, ipocrita e individualista. Una terra dove si viziano i figli, che però non sanno essere riconoscenti e considerano gli anziani un peso: è vero.