Una pellicola da proiettare nelle scuole

GiorgioDiritti ha compiuto un atto di coraggio e ha dato un contributo civile, costruendo un film duro come una scheggia di vetro e onesto come un vecchio contadino. Spesso si parla di com'era bello il «cinema di una volta». Ecco, «L'uomo che verrà» si riallaccia alla migliore tradizione cinematografica italiana. La semplicità nei dialoghi e nelle scene, l'uso del dialetto, l'incisività di ogni passaggio dà la dimensione di un cinema di forte impegno che sa anche essere bello e commovente. Gli attori, nonostante la giovane età di molti, hanno affrontato il difficile lavoro con navigata serietà. Dando il meglio. Un film che dovrebbe essere, e speriamo lo sarà, proiettato nelle scuole. A. A.