La poesia del mondo

Tiberiade Matteis La poesia acquista il rango di spettacolo per un vasto pubblico nella rassegna «Via dall'Europa. La poesia del mondo», ambientata all'Auditorium dal 30 novembre al 10 maggio. Terzo ciclo della fortunata iniziativa promossa da Gianni Borgna, dopo la poesia italiana e quella europea, promuove i versi novecenteschi del resto del mondo. Sette poeti, fra i più grandi della letteratura internazionale, saranno letti da un attore di visibilità e introdotti da un esperto dell'autore e del suo contesto culturale. Si parte domani con Margherita Buy che dà voce a Léopold Sédar Senghor spiegato da Graziano Benelli, il 12 dicembre c'è Laura Morante per il cinese Bei Dao illuminato da Claudia Pozzana, il 12 gennaio Cosimo Cinieri si misura con il siriano Adonis analizzato dall'arabista Francesca Corrao, il 23 febbraio Donatella Finocchiaro si dedica a Jorge Luis Borges approfondito da Antonio Melis. All'indiano Tagore regala intenzioni il 29 marzo Fabrizio Gifuni con lo studioso Giorgio Renato Franci, mentre Michele Placido il 19 aprile si cimenta con il giapponese Miyazawa Kenji chiarito da Giorgio Amitrano. In chiusura il 10 maggio Sandro Lombardi scandisce Ezra Pound indagato da Massimo Bacigalupo. A curare gli appuntamenti è Valerio Magrelli che ha dichiarato: «Si comincia a formare un pubblico dopo le esperienze deludenti del passato quando la poesia era considerata un genere catacombale. Non è più così in tutta Europa in cui è diventata importante una fruizione collettiva e a pagamento. Abbiamo scelto il criterio della lettura accompagnata: siamo a metà fra le secche dello specialismo accademico e la banalizzazione televisiva priva di competenze, in mezzo fra chi sa tutto e non lo fa sapere e chi non sa nulla e lo fa sapere a tutti. Si ascolteranno studiosi consacrati alla ricerca su ogni singolo poeta e disposti a fornire le adeguate istruzioni per il suo uso». «Mi dedico da anni alla poesia come modo di essere: ludico e non luttuoso - ha affermato Cosimo Cinieri - I poeti sono bambini e la poesia è un gioco. La forma è contenuto. Da attore trovo nel cuore della parola quello del poeta. Il pubblico recepisce la poesia individualmente e non come esperienza di massa».