Salviamo Dante dallo sfacelo della scuola italiana togliendolo dai programmi

Esulla capacità di «vedere la bellezza» si è tenuto a Roma il convegno intitolato «Educare alla bellezza». Si sono incontrati scrittori, insegnati e artisti. Davide Rondoni, con la Fondazione Claudi (e in collaborazione con clanDestino, BombaCarta e Altrebraci), ha riunito nomi importanti della nostra cultura - da Luca Doninelli a Marco Lodoli, Antonio Spadaro, Arnaldo Colasanti, Cristian Carrara, Claudio Damiani e molti altri - per condividere l'interrogativo. Rondoni ha «aperto le danze» lanciando una provocazione: «Salviamo Dante, Petrarca, Manzoni e Ungaretti da quel disastro di programma scolastico. Eliminiamo la letteratura dalle scuole come insegnamento obbligatorio». Per il poeta e direttore del Centro di Poesia Contemporanea dell'Università di Bologna la sua però «non è una provocazione, è una proposta seria. Un gesto di responsabilità insurrezionale». Del resto anche Albert Camus rivendicava uno stretto legame fra la rivoluzione e la bellezza: «La bellezza, senza dubbio, non fa le rivoluzioni. Ma viene un giorno in cui le rivoluzioni hanno bisogno della bellezza». Le due giornate romane non hanno voluto però portar battaglia o finire in semplici generalismi polemici. Il professor Giovanni Ricciardi, autore delle inchieste del commissario Ponzetti, ha fatto conoscere ai suoi alunni tutto Manzoni, senza «sventrarlo», lasciando l'esperienza di una lettura tutta d'un fiato; Andrea Monda, suo collega al liceo Albertelli di Roma come insegnate di religione, ha coinvolto i ragazzi di tutta la scuola nella rappresentazione teatrale «Sunset Limited Revisited», ispirato al romanzo di Cormac McCarthy. Doninelli ha attinto alla vita reale raccontando come il sorriso di suo nonno, che non sapeva leggere, si fosse acceso di fronte ad un quadro del Brunelleschi. La bellezza, poi, è un elemento che può anche mettere a disagio, secondo le parole di Antonio Spadaro, rettore de La Civiltà Cattolica. Per Spadaro la bellezza non è nell'armonia e nell'equilibrio, come classicamente la si pensa, ma è nella grandezza colta nelle piccole cose.