Bowie, l'uomo che cadde dallo spazio

Quando Bowie si chiuse in una sala d'incisione di Soho per registrare il singolo di «Space Oddity», mancavano solo trenta giorni all'allunaggio dell'Apollo 11. Era il 20 giugno 1969 e il countdown inciso all'inizio del brano era pronto a trasformarsi nel conto alla rovescia di un intero pianeta che, un mese dopo, si sarebbe abbracciato davanti ai televisori per accompagnare la passeggiata lunare di Neil Armstrong e Buzz Aldrin. Mentre Michael Collins aspettava nel modulo di comando. E proprio di quel viaggio il brano divenne la colonna sonora incontrastata. Tanto che la Bbc trasmise «Space Oddity» durante i suoi servizi dedicati all'evento e da allora la canzone è spesso presente nei documentari sulle esplorazioni spaziali. A soli 22 anni, il giovane David Bowie aveva visto lungo. Aveva precorso i tempi anche per un altro motivo. Più squisitamente tecnico. Il tastierista Rick Wakeman è pronto a giurare che Bowie volle mixare il singolo in stereo contro il volere della stessa casa discografica, visto che tutti i jukebox erano in mono. Il musicista, però, riuscì a spuntarla sostenendo che presto i jukebox sarebbero stati in stereo e non voleva farsi trovare impreparato.   L'impatto di quel brano sul prosieguo della psichedelia e del glam rock fu imponente e resta ancora il singolo di Bowie più venduto. La sua eco si fa sentire tuttora, tanto da giustificare la rimasterizzazione dell'album. Dopo quarant'anni dalla pubblicazione di «Space Oddity», oggi quei brani sono nuovamente a disposizione dei fan. Ma Bowie non si guarda alle spalle senza lanciare un'occhiata al futuro. Per questo la versione rimasterizzata è accompagnata da una sperimentazione tecnologica degna dell'autore: il brano originale è scaricabile gratis da Internet e sono disponibili anche versioni inedite e basi musicali con cui i fan potranno remixare la propria personale versione del pezzo (www.iklaxmusic.com/davidbowie/). Come se non bastasse, con l'anniversario di «Space Oddity» e una nuova missione della Nasa che cerca acqua sulla Luna, Bowie è anche protagonista di un dvd speciale inserito nella serie «Storytellers», in cui l'ex Ziggy Stardust si racconta prendendo spunto da alcuni dei brani più significativi della sua carriera. E non mancheranno certo le avventure del maggiore Tom. Il rapporto con quelle del quasi contemporaneo «2001 - Odissea nello Spazio» di Kubrick. Il suo lancio nello spazio, i suoi dialoghi con la base di controllo, la sua solitudine che tanto deve alla fine della liaison tra Bowie ed Hermione Farthingale, alla quale nell'album originale è dedicata una lettera-canzone d'addio. Fino alla perdita del contatto radio con la Terra. Fino alla scomparsa lenta ma inesorabile negli spazi siderali. «Riesce ancora a sentirmi maggiore Tom?»