Ruggeri: "Se finisce il mondo salverei i miei cd e i libri"

"Michael Jackson era un bambino cui hanno rubato l'infanzia, costretto a firmare autografi fin da 6-7 anni, e da adulto era circondato da persone senza scrupoli. Viveva in una fiction irreale": così, ha esordito ieri Enrico Ruggeri. L'artista eclettico e dalle molteplici sfaccettature, musicista, cantante e conduttore televisivo, era al Roma Fiction Fest per presentare «Le 7 vite del rock», nella quale è conduttore e voce narrante. La serie, presentata da Ruggeri in anteprima (e in concorso), andrà in onda su History Channel ogni venerdì alle 23, a partire dal 24 luglio. Nel programma il conduttore spiegherà anche cosa succedeva nella musica italiana, mentre il rock cambiava nel corso degli anni. Di cosa parlerà nel primo episodio? «Ogni volta introdurrò il tema e poi lo racconterò mentre scorreranno le immagini del documentario. La prima puntata è incentrata sul 1965, quando esplodevano gruppi gloriosi, come i Rolling Stones, gli Who, i Kings, gli Animals e tanti altri». E in Italia quale musica imperava nel 1965? «Nasceva la generazione beat, quella dei Corvi, i Nomadi, i Roks e l'Equipe 84». Stasera andrà invece in onda su Italia 1 «Mistero»: qual è il tema della seconda puntata? «Dalla cornice del Parco Museo Pagani di Castellanza, racconterò i misteriosi crop cirles, i celebri cerchi nel grano che pare compaiano sempre più spesso anche nei campi di grano del nostro Paese. Poi analizzerò l'affascinante figura di Michele De Notre-Dame, meglio conosciuto come Nostradamus, il veggente che, tra le varie profezie, fissò la fine del mondo per il 3797». Nella scorsa puntata ha invece parlato della fine del mondo che secondo i Maya arriverebbe nel 2012: lei ci crede? «Non è una bufala totale, nel senso che molti scienziati offrono dati razionali a riguardo. La paura potrebbe essere un monito per rispettare di più il pianeta, ma spero che non sia vero».  Lei dove salverebbe la pelle, sull'Himalaya? «No, continuerei a fare quello che faccio. Sull'Himalaya ci metterei i miei libri, i miei cd e quelli di mia moglie Andrea Mirò. Credo sia più importante quello che ho realizzato, che non le mie quattro ossa». Quando il prossimo concerto? «Sabato prossimo nella capitale, a piazza Re di Roma, con i miei cavalli di battaglia: "Mare d'inverno", "Mistero", "Contessa" e tanti altri brani, compresi quelli del mio ultimo cd triplo "All in", dove c'è anche la mia prima colonna sonora, di un film che però ancora non è uscito, "Volata finale" di Xhuvani».