Schippers e il mito di Eros e Thanatos

Erose Thanatos» (Zecchini Editore, Varese pp.345) al tempo stesso musicologo di classe e Parroco di San Roberto Bellarmino (dove è infaticabile organizzatore di concerti), è un «must». Nella sua breve esistenza (1930-1977), Thomas Schippers ha innovato profondamente il modo di concertare in generale e di concertare il teatro in musica negli Stati Uniti; aveva assorbito «la cultura europea» di dirigere interpretando le partiture con una passionalità quasi carnale (ma non trascurando le sfumature dei dettagli) più di quanto lo avesse fatto lo stesso Leonard Bernstein. La sua associazione con Gian Carlo Menotti, prima negli Stati Uniti e successivamente come protagonista per diversi anni del Festival dei Due Mondi, ha avuto un'influenza centrale nella sua capacità d'interpretare e rinnovare il Melodramma Verdiano, il Verismo, il Belcanto. Il saggio di Maurizio Modugno è diviso in tre parti: una biografia costruita in gran misura su materiale inedito, un'analisi tecnica (ma in linguaggio piano comprensibile ai non specialisti) della parabola artistica, una cronologia completa delle sue apparizioni in teatro ed in sale da concerto, una disanima del repertorio di Schippers ed, infine, una discografia esaustiva. Il tema di fondo del volume è come in Schippers fosse sempre presente la tensione tra Dioniso ed Apollo, tra Eros e Thanatos. Ci aspetti che possono interessare i frequentatori del Festival umbro, ora in fase di rilancio: ad esempio, come la scelta di Spoleto (rispetto a Todi, inizialmente preferita da Menotti) fu essenzialmente di Schippers, nonché la ricostruzione degli spettacoli dal primo «Macbeth» alle leggendaria «Manon Lescaut». In breve si respira l'atmosfera del periodo in cui Spoleto fu la Regina dei festival. Per i musicologi, il libro mette in rilievo il ruolo di Schippers nell'«europeizzare» la direzione d'orchestra americana- un ruolo che oggi ha assunto James Levine, per versalità e per sensualità nell'approccio agli spartiti.