Banfi: "Mia figlia mi ha detto di sperare"

Qualche giorno di relax oltreconfine con la moglie, per festeggiare gli ultimi successi artistici e per affrontare con maggiore forza le problematiche legate alla convalescenza della figlia Rosanna, colpita da un tumore al seno. Così, l'attore Lino Banfi (73 anni a luglio) si confessa da una camera d'albergo, con la sua sensibilità e la sua straordinaria umanità. «Ancora non ci credo, ma ce l'ho fatta, ho sconfitto i reality, La Fattoria e il Grande Fratello con la fiction di Raiuno "Scusate il disturbo" diretta da Luca Manfredi: 6.751.000 telespettatori e il 25,13% di share contro 6.061.000 e il 28,78% del Gf 9». Come spiega tanto successo? «I vertici Rai ancora mi ringraziano, perché io ho insistito su tre elementi: la presenza di Lino Toffolo; il fatto che si raccontasse una vicenda di vecchi, di malati di Alzheimer, ma anche di amicizia, perché un uomo si fa ricoverare in una casa di riposo per stare vicino all'amico malato; ed infine ho ricordato che a Buenos Aires vivono 80 mila famiglie italiane in povertà, non tutti i connazionali che sono emigrati in Argentina hanno avuto fortuna. Questi tre elementi (la vecchiaia, la malattia e la povertà), uniti al valore dell'amicizia e della solidarietà, credo abbiano decretato la vittoria della fiction. Però, durante gli incontri stampa, mi consigliavano di non parlare di queste cose perché la gente preferisce i giovani e l'allegria. Ma avevano torto, non esistono solo i ragazzi». Anche perché l'Italia è un Paese pieno di anziani, gaudenti e in buona salute... «Sì, ma credo che esista molta superstizione. Quando farò un film mio lo riempirò di tutti questi elementi che fanno paura ai superstiziosi: metterò carri funebri, gente vestita di viola, gatti neri, scale e soprattutto canterò "La Violetera", una canzone degli anni '30 che si pensa sia di malaugurio. Interpreterò pure Sancho Panza altro personaggio considerato iettatore. Tutte fesserie». Esiste un limite cronologico oltre il quale si diventa vecchi? «Non lo conosco. Lo chiedo spesso ai medici e non ricevo risposte certe. Occorre però combattere la solitudine. Il sindaco Alemanno mi ha promesso che entro un anno anche nel Lazio ci sarà il cimitero per animali, a Settebagni. Accanto vorrei che fosse realizzato non solo un canile, perché le persone orfane del loro amico a quattro zampe possano adottare un nuovo animale. Ma anche una casa di riposo per i cavalli che tirano le carrozzelle a Roma e che invece di andare al macello possano riposare in un luogo tranquillo». Perché ha scelto di parlare a "La vita in diretta" della malattia di sua figlia Rosanna? «Me l'aveva chiesto lei stessa, è una donna molto forte e una bravissima attrice: abbiamo lavorato insieme nella fiction "Il papà delle spose", dove un padre va a trovare la figlia residente in Spagna e scopre che è sposata con un'altra donna. Rosanna mi ha detto: "Papà, se te la senti, dillo pure che io ho il tumore al seno, che sono stata operata due volte e che affronterò la chemioterapia. È una notizia che potrebbe aiutare tante altre persone a fare prevenzione". E così l'ho detto, mentre salutavo una mia amica anoressica che è guarita anche grazie a me. Io vado spesso negli ospedali per cercare di regalare un sorriso ai malati. Molti di noi hanno vergogna a nominare questa parola, ma Rosanna, che è una persona forte, lo chiama cancro, cancro al seno. Credo che sia una cosa importante dirlo e teniamoci i nostri oncologi italiani che sono bravi, non c'è bisogno di andare all'estero». Quali saranno i suoi prossimi progetti? «Con i miei figli abbiamo una casa di produzione, Alba 3000, con la quale abbiamo in mente di realizzare tanti film. Su tutti, quello tratto dal libro di Marco Salvador, "La casa del quarto comandamento", ovvero "Onora il padre e la madre", una storia forte che ancora una volta racconta le problematiche degli anziani. Poi, farò il ruolo di un oriundo pugliese nel film tutto tedesco di Neele Leana Vollmar, "Maria..non gli piace"».