«Il cinema, la cosa più importante della mia vita»

È contento? «Sono davvero profondamente felice». Le è cambiata già la vita? «Direi proprio di sì. Mi è arrivata prepotentemente ancora di più una grande voglia di fare. Sono davvero entusiasta e sono circondato da tanto entusiasmo». Ed ora che cosa le succederà? «Penserò ad altro. Mi sto godendo questa stagione e sono davvero emozionato come un bambino». Come ha cominciato? «Tre anni di teatro, aiuto regista ed attore, poi sono rimasto affascinato dalla sceneggiatura. Era il 1986, scrivo un film "Sembra morto ma è solo svenuto" di Felice Farina, con Sergio Castellitto e Marina Confalone. Ho già ricevuto, proprio a Venezia nell'87, un premio Fipresci per la Settimana della critica che anche questa volta, con "Pranzo di Ferragosto" mi ha portato fortuna». Le piace anche scrivere per il cinema? «Sì. Ho scritto il soggetto e la sceneggiatura di un film "Giovanni senza pensieri" di Marco Colli. E poi "Naufraghi, affetti speciali". Nel Duemila "Viva la scimmia"». L'incontro con Matteo Garrone è stato un incontro fortunato? «Sì. Ho conosciuto Matteo Garrone dopo la visione del suo primo film "Terra di mezzo". Come aiuto regista ho cominciato a collaborare con lui, con "Estate Romana", "L'imbalsamatore" e "Primo amore"». E poi il suo debutto alla regia. «Certo, proprio con "Pranzo di Ferragosto"». Che cos'è il cinema? «È importantissimo. Ricordo le fasi della mia vita legate proprio a tanti film. Numerosissimi ricordi dei film nei quali ho lavorato e per i quali in un certo senso ho modificato la mia vita». Ma chi è Di Gregorio? Uno sceneggiatore, un attore o un regista? «Queste anime sono confluite con tanta fortuna. Tutte le cose che alimentano la vita si trasferiscono in aspetti professionali. Ed oggi attraverso, forse, il momento più magico della mia vita». Le fa paura la vecchiaia? «No. È una condizione che proprio con "Pranzo di Ferragosto" ho visto da vicino. La vecchiaia può essere meno drammatica di quanto appare. Le signore del film mi hanno regalato una vitalità, nonostante la loro età, ed una voglia di vivere pazzesca. Hanno dimostrato un interesse per la vita. È una lezione per tutti noi». La felicità cos'è? «Forse realizzare dei sogni tanto a lungo sognati. È arrivato il mio momento, continuo comunque a sognare. Il cinema è anche sogno. Io riesco a sognare e a fare cinema. Sono un uomo fortunato».