cerca

Una lezione di sentimenti e realismo


Al centro della scena, questa volta, un padre e una figlia, a Bologna, negli anni Trenta. C'è anche una madre, molto più bella della figlia, però distratta, distante. Il rapporto del padre con la ragazza, invece, è strettissimo, quasi tenero perché lei non è servita da nessun dono di natura e, oltre che bruttina, ha turbe psichiche, depressioni, complessi. Tanto più evidenti, e causa di sofferenza per il padre, perché lui insegna nella stessa scuola dove lei studia, maldestra con tutti e con tutto, anche con l'amore. Infatti, quando lo conoscerà, per un compagno di classe, proverà una tale gelosia morbosa nei confronti di un'altra ragazza che, convinta di averla come rivale, non esita addirittura ad ucciderla. Da qui un processo che, definendola insana di mente, la confinerà in un manicomio di provincia. Seguita dal padre che nel frattempo, per il fattaccio, ha perso il suo incarico a scuola e che adesso le si dedica con abnegazione totale. Mentre attorno gli eventi precipitano, la guerra è perduta, cade il fascismo, la Liberazione farà i conti con quanti, prima, avevano servito il potere, anche con un bravo poliziotto che almeno nei confronti di tutta quella famiglia, si era sempre comportato bene (anche perché castamente innamorato della madre).
Forse un lieto fine. Ma tra le pieghe di un tessuto drammatico attraversato solo da dolori quando non addirittura da momenti disperati ai quali, specie quel padre, con amore ostinato, riesce spesso comunque a far fronte.
In cifre in un realismo quotidiano in cui i sentimenti prevalgono, soffusi sempre, però, da una estrema delicatezza, perché i caratteri, e allora anche quelli di contorno, possano proporsi con tutte le necessarie tensioni, tra l'esplosione e il non detto senza mai una frattura. In una cornice cui la bella fotografia color seppia di Pasquale Raciti sa dar sempre il tono dell'epoca, mentre la recitazione, seguendo pur fra tanti fatti l'evolversi rapidissimo del racconto, si impone ad ogni svolta. Grande, grandissima quella di Silvio Orlando, un protagonista tormentato, spesso travolto, ma sempre umile e dimesso anche se mai rassegnato. Vi corrispondono con sensibilità Alba Rohwacher, la fragile Giovanna, Francesca Neri, la madre, Ezio Gregio, capace, nei panni del poliziotto atteso da una fine tragica, di toni umanissimi, anche con accenti drammatici.

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500

Salvini: "Mi criticano per le divise della polizia? Le porto con onore"

Gracia De Torres e Daniele Sandri
Il Tricolore atterra sui Fori Imperiali: ecco il lancio mozzafiato del paracadutista della Folgore
Sul palco in bermuda, il balletto di Maradona per Maduro