Un diario goffo e disordinato

Jack esegue, con molta diligenza, non limitandosi a scrivere sul diario il suo privato, ma anche certe faccende da cui la sua agenzia non esce molto bene perché spinte, qualcuna, ai margini della truffa. Un brutto giorno, nella vita di Jack si verificano due episodi incresciosi. Il primo riguarda la moglie che, in lacrime, gli confessa di averlo tradito con l'attore più prestigioso associato alla sua agenzia, il secondo riguarda il diario, che gli vien fatto rubare da una di quelle giornaliste pettegole tanto frequenti a Hollywood e pronta adesso a trarne occasione per scandali pericolosi. Da qui una serie di vicissitudini in cui la commedia con sentimenti si accompagna a un dramma fosco con agguati e pestaggi che non mancheranno però di confluire là dove si poteva immaginare fin dall'inizio. Si è scritto e diretto il tutto un ex attore, diventato poi senza molto successo sceneggiatore e regista, Mike Binder, che si è compiaciuto di rimescolare tutti gli eventi e i personaggi in una sorta di calderone da cui stenta quasi sempre ad emergere un clima unitario e compiuto. Agli inizi si segue, con quel protagonista pieno di dubbi che si illude di risolverli ascoltando i consigli strambi del professore di... diari, subito dopo, però, quando le cose si complicano e alla crisi sentimentale si accompagna quella che potrebbe diventare una seria crisi professionale, si incespica quasi soltanto nel disordine: con un testo che, affastellando situazioni d'ogni tipo, anche fra loro contraddittorie, fatica a dar loro soluzioni logiche, diluendole, oltre a tutto, ben oltre le necessarie misure narrative. Gli interpreti non aiutano molto. Nei panni di Jack c'è Ben Affleck, visto in momenti più giusti, per esempio in "Hollywoodland". La moglie è Rebecca Romijin, certamente molto bella, ma lì si ferma. Può divertire l'attore inglese John Cleese, ex Monty Python, nei panni del titolare della scuola di diari. Ma nella versione originale si doveva giocare di più sulle sue eccentricità anche linguistiche.