«La Divina Commedia» del regista Castellucci sotto le stelle di Avignone

Per l'occasione si avrà il debutto mondiale della trilogia "Inferno, Purgatorio, Paradiso" che si ispira ovviamente alla "Divina Commedia" per trasformarsi in un triplice quadro teatrale in linea con la comunicazione visiva e fisica privilegiata da Castellucci rispetto alla verbalità: «Ho accettato l'onore di che mi ha riservato il Festival di Avignone, pensando a un progetto impossibile con cui misurarmi per essere all'altezza del ruolo» ha dichiarato il regista. «Riconosco l'autorevolezza del libro dantesco che affonda nella mia adolescenza, ma anche la sua terribilità che cresce verso il "Paradiso", quasi insostenibile. Ero un pessimo studente e non sono mai caduto nella trappola culturale per eruditi. Per me le dimensioni della via smarrita e dell'oscurità sono prive di ragione e Dante sembra tuffarsi in un mondo metafisico con la forza delle leggi della fisica. Ho evitato ogni tenore illustrativo per pormi nella condizione di un bambino spinto, simile a quella descritta dal poeta che vede ed è visto. Come Dante si ferma davanti all'irrappresentabile così io mi blocco davanti a lui che è il mio irrappresentabile". L'"Inferno" viene ambientato nella Corte del Palazzo dei Papi in cui non si ha la sensazione di essere all'aperto, ma si può osservare il cielo notturno, considerando poi la facciata dell'edificio come un personaggio problematizzato che, in quanto meta turistica di massa, diviene il simbolo ideologico di un male odierno. Novantanove attori in scena non aggrediscono lo spazio con uno slancio vitalistico e le musiche originali di Scott Gibbons riproducono i suoni del corpo umano, dal sangue alle ossa, fino ai rumori interiori rilevati durante gli interventi chirurgici. Un aspetto più narrativo e fortemente metateatrale connota invece il "Purgatorio" considerato un canto terreno in cui si sconta la condanna del vivere con nostalgia, dolcezza e movimenti scenografici che richiamano una festa rinascimentale delle forme. Il "Paradiso" è infine concentrato in un'immagine a sorpresa con un percorso aperto attraverso un luogo di immane suggestione evocativa come la Chiesa gotica dei Celestini. Per chi spera di identificare i personaggi tutto è trasparente e prismatico. Oltre alla Socìetas Raffaello Sanzio, la kermesse teatrale di interesse internazionale ospiterà: "Amleto" diretto da Thomas Ostermeier, Jan Fabre, François Tanguy, Virgilio Sieni ed Emio Greco, danzatore e coreografo italiano che lavora ormai in Olanda.