Foster, paladina del pianeta con la fobia dello shopping

L'attrice, che ieri viaggiava per la capitale a bordo di una Bmw Hydrogen 7 (prima ammiraglia a idrogeno prodotta dalla serie), ha glissato sulle sue preferenze politiche alle prossime elezioni Usa e sulla sua presunta omosessualità. Alla notizia di essere stata eletta icona gay del prossimo Festival gay di Torino (17-25 aprile) ha replicato che «questa cosa» le «fa molta paura. Che poi io sia democratica lo sanno tutti, comunque non è nel mio stile parlare dei miei candidati preferiti». Il film, diretto dai coniugi Jennifer Flackett e Mark Levin e tratto dal romanzo di Wendy Orr, ha come protagonisti, oltre al premio Oscar Jodie Foster, la brava ragazzina Abigail Breslin (già apprezzata in "Little Miss Sunshine") e il sex symbol Gerard Butler ("300"). Nella storia, Nim (Breslin) vive insieme con il padre scienziato su un'isola nel sud del Pacifico dove l'uomo compie delle ricerche. Sull'isola la bambina diventa amica dell'iguana di nome Fred, della tartaruga Chica, del leone marino Selkie e "chatta" sul computer con una scrittrice agorafobica (Foster) che vive a New York. Quando un giorno suo padre Jack (Butler) non ritorna, la scrittrice si sente in dovere di aiutarla, ma per farlo deve vincere le sue paure e gettarsi in una fantastica avventura. «Abigail è una bambina meravigliosa che riesce a farmi tornare indietro nel passato, agli inizi della mia carriera - ha detto Jodie Foster -. Il film, che ha il sostegno del Wwf e nasce nel segno dell'ecologia, offre un messaggio importante ai ragazzi e li esorta a diventare paladini del nostro pianeta, mentre consiglia alle bambine di essere sempre indipendenti dall'uomo, sia esso padre o marito: le ragazze devono essere capaci di fare tutto senza l'aiuto maschile. Riguardo all'inquinamento ambientale, ormai tutti quelli che conosco hanno modificato il loro stile di vita e persino i piccoli passi contano molto. Questo film spiega proprio cosa fare per salvare il pianeta e sono felice di averlo realizzato, anche se cerco sempre più di dedicare maggior tempo alla famiglia. Ora sto lavorando come regista e sceneggiatrice a un progetto», forse quello su Leni Riefenstahl, regista tedesca preferita di Hitler. La star, ieri pomeriggio ha poi avuto un incontro con gli studenti nell'Auditorium capitolino, in un incontro promosso dalla sezione "Alice nella città" della Festa del Cinema di Roma. A chi le ha chiesto quali fossero le sue paure, Foster ha risposto di avere una sola fobia, «quella dello shopping.  Ho interpretato molti ruoli che avevano a che fare con fobie, ansie e inquietudini, ma nella vita sono una persona coraggiosa e non ho paura di niente: l'unica cosa che mi preoccupa davvero e che mi rende nevrotica sono i negozi e, anche quando devo comprare qualcosa di necessario, dopo cinque minuti mi sento male e devo fuggire. I miei ruoli, come questo, sono sempre stati caratterizzati dalla capacità di sopravvivere a una forte esperienza emotiva. Ma il mio ruolo migliore è stato senza dubbio la detective de "Il silenzio degli innocenti". Partivamo da un ottimo testo, il romanzo di Harris, in cui le psicologie erano ampiamente sviluppate. La lettura di quel libro, lo splendido lavoro del regista e dello sceneggiatore, ha consentito a me e ad Hopkins di toccare corde che non avremmo mai più toccato nella nostra carriera. E forse non toccheremo mai più».