Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Le idee per nuovi film ...

A emetterli sarà la banca per il cinema, ai blocchi di partenza, nata da un'idea di Fabio Verna, docente di finanza aziendale e presidente del comitato promotore dell'organismo. «Il sistema è semplice - spiega Verna a Il Tempo -. Chi realizza un'opera offre la garanzia, sui soldi che gli vengono anticipati, attraverso i futuri flussi finanziari che il film sarà in grado di generare». E non si tratta di spiccioli. «Anche se un film non va bene al botteghino può continuare a dare utili nel circuito dell'home video e della pay tv» aggiunge Verna. Che attraverso una compagnia finanziaria, che sta rilevando, collocherà i cinema-bond sul mercato finanziario internazionale a grossi operatori bancari specializzati nel settore. «C'è un forte appeal per i titoli di questo genere - dice Verna - perché le obbligazioni nascono con particolari vincoli giuridici che tutelano sia chi investe si chi realizza». Il meccanismo fa sì che i fondi al produttore siano erogati a stati di avanzamento. E questo crea una forte responsabilizzazione per chi fa il film. «Gli investitori, dal canto loro, sono garantiti dal fatto che i primi incassi sono direttamente utilizzati per il rimborso delle cedole. E un'opera artistica produce profitti in perpetuo. Così a scadenza chi ha messo i soldi ottiene il suo capitale integralmente» spiega il promotore della banca per il cinema. Che dunque non avrà sportelli e conti correnti ma lavorerà alla stregua di un'azienda finanziaria. Se i tempi operativi non sono ancora decisi, Verna è già in grado di anticipare il giro d'affari della prima operazione in cantiere: «Abbiamo considerato un collocamento di 150 milioni di euro. Un'emissione che servirà a finanziare due sceneggiati, uno Rai e uno Mediaset, un kolossal con un costo intorno a 35-40 milioni di euro. Cinque o sei commedie italiane e una serie di opere prime per artisti emergenti». Il meccanismo è già collaudato. «La leva finanziaria utilizzata, la cartolarizzazione degli incassi derivanti dallo sfruttamento dei diritti, è utilizzata normalmente dalle majors americane» conclude Verna.