Verdone: il nuovo film fatto su commissione dei miei fan

Chei tifosi giallo-rossi non me ne vogliano: nel mio cuore tifo ma dovevo presentare quello che spero sia vissuto anche dal pubblico come un capolavoro. Per me lo è». Così Carlo Verdone, romanista nell'animo, ha presentato ieri il suo ultimo film "Grande grosso e Verdone" in anteprima nazionale al Palacongressi di Taormina. «Dopo averci lavorato per circa un anno - ha proseguito Verdone - sono orgoglioso del risultato Ma sappiamo tutti che il parere più importante è quello del pubblico. Solo Pippo Baudo ha visto finora il film e mi è sembrato soddisfatto. In fondo è stato proprio il pubblico a volere questo film: ho ricevuto circa 1.400 mail in un anno con cui mi si chiedeva di tornare sul set a girare il sequel di "Un sacco bello", "Viaggi di nozze" e "Bianco rosso e verdone". Non è stato difficile convincermi a ributtarmi in questa avventura. Ho telefonato a De Laurentis per chiedergli che ne pensasse e lui, come è solito fare, ha colto subito la palla al volo. Ed eccomi qua. Ed è stato sempre il pubblico, con un sondaggio in internet a decidere il titolo. Per questo considero questo film come un atto dovuto, una commedia nata su commissione. È inevitabile che quindi spetti al pubblico, ai miei fans, il giudizio finale. Io penso di avere fatto un buon lavoro. Il film è narra tre microstorie accomunate solo dall'opposizione di candore-volgarità che caratterizza i vari personaggi. Per il resto si tratta di storie del tutto diverse dove la comicità lascia spazio anche alla riflessione. Mi piace pensare che il pubblico andando via dal cinema non solo sia soddisfatto per le risate ma anche si fermi a riflettere su alcuni punti. Non a caso mio figlio nel film - ha concluso Verdone - è un tifoso diffidato dall'andare allo stadio. Siamo all'ultimo giro. Bisogna stare attenti perchè la pazienza ha un limite e soprattutto i giovani ne pagano le conseguenze. Sempre più spesso sento ragazzi che preferiscono andare a fare esperienze di lavoro fuori dall'Italia e ora con queste altre elezioni mi sembra di andare ad assistere nuovamente allo stesso film dove non cambia il finale: è un problema che riguarda tutti i politici. Nessuno si deve permettere di sottovalutarlo. C'è tanto bisogno di dialoghi costruttivi e di politiche serie. Speriamo che sia la volta buona». «Da verdoniana doc non aspettavo altro. Ho sognato per tanto tempo, ben 13 anni, il giorno in cui sarei tornata sul set con Carlo a recitare la nostra tanto amata e genuina commedia. Il mio personaggio ha della Jessica di "Viaggi di Nozze" la volgarità, l'esuberanza, la romana coatta e arricchita, ma in questo film è più matura», ha svelato infine Claudia Gerini.