Il progetto di Raiuno sulla cultura

15per la recente decisione di rispettare gli orari dei palinsesti, sarà dedicata alla cultura a partire da settembre prossimo con un appuntamento fisso riservato a protagonisti d'eccezione in grado di stimolare il pubblico più giovane e di rispondere alla sempre crescente richiesta di programmi di qualità proveniente dai telespettatori. Piuttosto che la formula del talk show si privilegia un format speciale che possa costituire un evento, anche sull'onda del successo riportato dalle lezioni aperte di filosofia e storia sperimentate nelle sale cittadine. Si prevede, inoltre, di dare finalmente spazio all'arte, alla musica e al teatro in una rilettura del servizio pubblico meno suggestionata dall'ossessione dello share e dalla sudditanza alla pubblicità. E mentre si snocciolano nomi altisonanti che possano uguagliare, per intendersi, il cospicuo numero di interessati registrato dalla lettura di Dante di Benigni, si prende coscienza di un vuoto significativo da colmare con alternative valide ai giochi a premi e ai varietà. Si rallegra Giorgio Albertazzi che in televisione ha realizzato, insieme a Dario Fo, un accattivante progetto sulla storia del teatro italiano trasmesso a notte fonda: «L'idea è buona e risponde alla carenza culturale della nostra televisione che peraltro non voglio demonizzare. Trovo, però, che ultimamente il trash ci avesse completamente invaso con un gusto latino-americano imperante e molto lontano dalle nostre origini. Ritengo comunque che la cultura vada affrontata come una realtà e non in maniera teorica. È importante capire chi prenderà le decisioni relative alla programmazione: vorrei che non si prediligesse la dimensione intellettuale, puntando invece sulla pratica fattiva. Del teatro non si può parlare soltanto, bisogna rappresentarlo. Il teatro è come l'amore: si fa, non si può raccontare!». Favorevole anche se convinto che il cammino da percorrere sia ancora lungo e tortuoso si rivela il Presidente dell'Ente Teatrale Italiano Giuseppe Ferrazza: «Non posso che essere soddisfatto dell'iniziativa di Giancarlo Leone di definire in modo preciso gli orari del palinsesto, riconquistando la seconda serata e ripensando le proposte. Sono anche a conoscenza che nel contratto di servizio Rai esistono fondi per finanziare le riprese degli spettacoli dal vivo da trasmettere sul piccolo schermo e mi sono battuto personalmente per caldeggiare attività promozionali e di comunicazione quanto mai necessarie per avvicinare la gente alla prosa e riempire le sale. L'informazione teatrale è ancora molto lacunosa e lo sbigliettamento langue. Mi piacerebbe lanciare una provocazione: perché non organizzare un bel quiz sullo spettacolo? Si potrebbero mandare in video spezzoni storici, rinnovando la memoria di eventi del passato e diffondendo immagini, dati e notizie sul nostro patrimonio scenico». C'è ora da chiedersi quali saranno le reazioni di Mediaset a questo impegno futuro che magari rischia di dimostrarsi una proficua inversione di rotta editoriale. T.D.M.