di GIAN LUIGI RONDI SCOOP, di e con Woody Allen e con Scarlett Johannson, Hugh Jackman, Jan McShane, Stati Uniti, 2006.

Siamo di nuovo a Londra, come in «Match Point». Vi si muovono in mezzo, però, due americani: una bella biondina che aspira a diventare giornalista (ha i felici carismi di Scarlett Johansson) e un mago un po' cialtrone dedito a trucchi colorati cui dà volto, naturalmente, lo stesso Woody Allen. Non c'è solo Londra, comunque: c'è anche un buffo Al di là, fintamente ispirato al Bergman del «Settimo Sigillo», in cui una morte tutta veli neri e con tanto di falce trasporta i defunti su un vascello tra le nebbie. A bordo c'è un grande giornalista che, da una ... compagna di viaggio, riceve la spiegazione di una serie di omicidi commessi da qualche tempo a Londra da un gentiluomo insospettabile. Uno scoop. Per realizzarlo, sia pure per interposta persona, il giornalista si materializza nella cabina dove lo pseudo mago fa i suoi giochetti e rivela tutto all'aspirante giornalista che vi si è fatta coinvolgere. Da qui tutto il resto. Con la ragazza che, per avvicinare il presunto assassino seriale, lo avvicina, lo corteggia e si lascia corteggiare, purtroppo, a un certo momento innamorandosene, con il mago che, pur maldestro e impacciato, si fa trascinare da lui in quell'avventura da cui usciranno — alcuni — in modo addirittura rocambolesco. Con tanto di doppia sorpresa nel finale. Woody Allen, divertendoci, si è divertito un mondo a dipanare la matassa che lui stesso, come autore del testo, si è data la pena di aggrovigliare. Con tensioni furbe, colpi di scena inattesi, investigazioni di tipo poliziesco condotte volutamente in modo del tutto improvvisato. Qua puntando sui sospetti via via sempre più indirizzati a additare nel giovane gentiluomo il colpevole, là scherzando amabilmente sull'innamoramento imprevisto della investigatrice in erba. Conducendo tutti, sempre al centro di situazioni brillanti, ad esprimersi con battute di dialogo spesso addirittura esilaranti. Mentre la sua regia, sveltissima e tutta ritmi quasi inarrestabili, non accetta soste se non nel finale che nessuno proprio si attendeva: una ciliegina maliziosa su una torta ghiotta. E con la possibilità, per la seconda volta dopo «Match Point», di mostrarci una Londra di lusso e tutto bianca, circondata dal verde altrettanto di lusso della campagna inglese. Nei panni del gentiluomo sospettato c'è l'australiano Hugh Jackman. Imita Cary Grant, ma lo supera almeno quanto a statura.