di ALDO COSTA ADDIO Montalbano, il commissario più famoso d'Italia muore e a fargli la pelle è proprio ...

La morte del poliziotto di Vigata è già scritta, ma non pubblicata, in un libro di Camilleri, che ha inventato il fortunato personaggio della serie tevisiva di cui andranno in onda le ultime due puntate su Raiuno domani e martedì 14 marzo. Camilleri racconta che sta continuando a scrivere nuove storie. E per non arrivare impreparato, ha già scritto il capitolo finale, dove Salvo Montalbano muore dopo un insolito conflitto con un personaggio ingombrante. «Io - racconta Camilleri - continuo a trovare nuovi spunti per scrivere nuovi romanzi. Prima dell'estate uscirà "La vampa d'agosto". Il personaggio va avanti per i fatti suoi, anche se la trasposizione televisiva, per ora, come tutti sanno, si interrompe». E Camilleri deve anche fare i conti, indirettamente, con l'uscita di scena del Montalbano televisivo. «La decisione di Luca Zingaretti di lasciare Montalbano - spiega lo scrittore - l'ho appresa dai giornali - Lo capisco, non vuole fare la fine Ubaldo Lay, l'indimenticabile "Tenente Sheridan". È anche vero che contrariamente a Lay, Zingaretti nel frattempo ha fatto tanti altri film». «Comunque - spiega Camilleri - non volendo trovarmi come altri giallisti, ad esempio Manuel Vazquez Montalbàn o Jean-Claude Izzo, che sono deceduti prima di far uscire di scena il loro personaggio, io mi sono portato avanti e ho già messo nero su bianco la fine del mio commissario. Ho scelto di farlo morire nelle pagine del libro, non per strada». Ma come muore Montalbano? «Ognuno - sottolinea Camilleri - è libero di pensare come. Io dico che Montalbano morirà dopo uno scontro con me. Il libro è conservato nella cassaforte del mio editore, Elvira Sellerio. Solo io, lei e mia moglie, che da sempre è la prima a leggere le mie opere, ne siamo a conoscenza. A parte questo, Montalbano continuerà a misurarsi con una Sicilia che cambia e con la sua persona che invecchia. Del resto, oltre alla mole di libri che si vendono ogni volta, la pubblicazione delle vicende del mio commissario è una eccezione nel mondo editoriale: trascina le vendite degli altri miei libri, che procedono come un plotone compatto». Quanto ad un eventuale sostituto di Zingaretti, qualora l'attore e regista decida di non vestire più panni del Commissario, Camilleri afferma: «Non è un problema mio, ma del produttore Carlo Degli Esposti e del regista Alberto Sironi, se continuerà lui a firmare la regia. Io posso solo pensare che potrebbe essere un attore italiano». «Non mi sembrerebbe azzeccato - conclude Camilleri - un attore alto biondo e con gli occhi azzurri, magari irlandese».