Convince Bisio con la doppia personalità

Sigon, con Claudio Bisio, Stefania Rocca, Ernest Borghine, Antonio Catania, Gisella Sofio, Italia, 2006. UN GIALLO italiano, realizzato da un esordiente, Carlo A. Sigon, già noto però nell'ambiente pubblicitario e per alcuni corti. Lo spunto gliel'ha offerto un romanzo di Sandrone Dazieri che aveva al centro un protagonista, detto Gorilla, affetto da una curiosa malattia psichica che non solo gli toglieva il sonno ma lo faceva sdoppiare in due personalità quasi opposte, una tranquilla, una aggressiva. Con un mestiere, quello di investigatore privato, in cui spesso a suo danno, predominavano o l'una o l'altra delle sue singolari personalità. Per sbarcare il lunario, però, quasi all'inizio della sua storia, lo vediamo fare la guardia del corpo, il «gorilla», appunto, a un vecchio attore americano. Però le sue qualità di investigatore, nonostante i pasticci in cui lo hanno coinvolto, sono nel frattempo richieste da una sua amica che si è vista uccidere il fidanzato e che vorrebbe adesso scoprire non solo i suoi assassini ma anche i loschi giri che stanno loro attorno (droga, prostituzione). Mentre scorta in modo spesso buffo l'attore, il nostro Gorilla così si impegna a dipanare quella aggrovigliatissima matassa che gli ha sottoposto la sua amica e ne vede, anche a suo rischio, di tutti i colori, arrivando alla fine a risolvere il caso con la scoperta, tra quegli intrighi, di quello che, come d'uso, era il meno indiziato di tutti. L'intreccio, riscritto per il cinema dallo stesso Danzieri, si dipana tenendosi in equilibrio fra le due vicende parallele, quella dell'attore americano, in cifre in più momenti buffe, e quella della indagine per arrivare a sciogliere i nodi del quasi poliziesco. Con un piglio, nella regia, che valendosi del contributo di una fotografia incline ai colori cupi, con immagini in cui si privilegiano spesso i primi piani, riesce a immergere molte situazioni in cifre ansiose, senza entrare mai in contraddizione con quelle, più ariose e distese che hanno al centro la storia spesso quasi comica dell'attore. Domina tutte e due queste cifre l'interpretazione, nelle vesti del Gorilla, di Claudio Bisio che, grazie al suo collaudato mestiere, giunge ad esprimerci, in modo sempre verosimile e senza truccarsi, le due facce del suo personaggio. Con effetti sicuri. Di fronte a lui, Stefania Rocca, incisiva, risentita, tesa nella parte dell'amica e la vera trovata del film, il grande attore americano Ernest Borgnine che, quasi novantenne, si impone con una vitalità e dei colori mai in contraddizione con il suo celebre passato. Un incontro felice.